Festival del libro giallo
di Ilaria Ferri
La
settimana dal 3 al 7 giugno 2003 si è tenuta a Cremona la 5^ edizione del
"Festival del libro giallo" , caratteristica di quest’edizione è
stata la presenza di tutte autrici donne, con la sola eccezione di un autore
nella prima giornata.
La rassegna si è aperta martedì 3 giugno con la scrittrice Anne Perry (nella foto in basso)
autrice di "I delitti di Londra" e Joe Lansdale, autore di "Bad Chili".
Anne Perry, scrittrice inglese, ambienta i suoi racconti in epoca vittoriana e protagonisti sono il detective Pitt e la moglie Charlotte, che lo aiuta sempre nella risoluzione dei casi.
Scegli sempre l’ambiente vittoriano, che è snob, elitario e chiuso, in questo modo dimostra che spesso il male si nasconde proprio dove tutti pensano di non poterlo mai trovare e dove, chi compie un delitto, pensa di potersi rifugiare, circondandosi di un muro di omertà.
In tal modo la Perry mette in luce una situazione nella quale qualcuno che fino il giorno prima si sentiva sicuro nel suo ambiente, diviene uno dei sospettati, è proprio questo genere di situazione che provoca forti e strane reazioni e cadono le maschere.
Il fatto di avere come protagonista una coppia, permette di mostrare i due diversi punti di vista di una situazione, dove l’uomo nota gli indizi e la donna i particolari.
Joe Lansdale ambienta sempre i suoi romanzi, invece, nel Texas, sua terra di origine, in quanto ritiene che qui vivano gli ultimi veri americani: uomini duri e coraggiosi.
Protagonista dei suoi romanzi è una coppia di amici, Up e Leo, che tirano a campare e svolgono l’attività di detective in maniera non professionale.
Up è bianco, con problemi di soldi e di donne, sempre tendente ad uno stato di depressione, mentre Leo è nero, amante della musica country e gay.
Lo stile di Lansdale è conciso, veloce, con dialoghi molto veri e irrorati di umorismo, che fanno fare al lettore una sana risata.
Il secondo appuntamento è stato con tre scrittrici provenienti da diversi paesi e da un diverso ambiente sociale, tutte e tre con uno stile di scrittura diverso e ben delineato.
Liaty
Pisani
autrice di "La spia e il Presidente",

Margherita
Oggero
autrice di "Una piccola bestia ferita"
e Carmen
Posadas autrice di "Cinque mosche blu"
.
Protagonisti del romanzo di Liaty Pisani sono una coppia di spie russe: Stuart, capo dei servizi e Ogden, il vero protagonista, braccio destro di Stuart, uomo che non conosce la pietà e cui preme solamente portare a termine il proprio compito.
I personaggi di questa autrice sono sempre forti, che non hanno paura di guardare in faccia il male.
La Pisati non è una scrittrice di gialli, ma di spy-stories, attraverso la scrittura cerca di denunciare qualcosa, di mettere in testa alla gente certe idee, suo intento è svelare alla gente comune attraverso i suoi romanzi qualcosa che ci viene costantemente tenuto nascosto.
Ambientazione, personaggi e stile totalmente diversi per Margherita Oggero, ex insegnate di liceo e autrice di un giallo ironico, la cui protagonista è una detective per diletto e non una superdonna da romanzo.
La protagonista è una professoressa di quaranta anni, che non ha un nome, ma nel romanzo viene chiamata Lei e ha una vita normale, con le sue delusioni, le sue preoccupazioni, le sue gioie, ma che ha una dote speciale: quella di sapere "annusare" chi la circonda e, nello specifico, quella di sapere annusare il male che, come si vedrà, avvolge i suoi studenti.
Proviene, quindi descrive, dagli ambienti diplomatici madrileni la scrittrice Carmen Posadas.
Il suo romanzo è ambientato in Marocco e per protagonista non ha un detective professionista, ma Molinette, un vecchio gay caduto in disgrazia da una vita agiata e che ha deciso di suicidarsi.
Per compiere questo atto ha scelto un lussuosissimo residence in Marocco, ma questa decisione viene momentaneamente accantonata dopo l’incontro con la nipote, che lo stuzzica narrandogli alcuni intrighi dell’alta società madrilena e lo spinge ad indagare.
Caratteristica del romanzo è una scrittura cinica ed osservatrice, che descrive perfettamente gli ambienti altolocati madrileni, dove tutto non è come appare.
Forte presenza nel libro è quella della morte e più se ne parla, più i personaggi tentano di evitarla, trattandola solo come argomento di pettegolezzo.
Ogni capitolo è preceduto da un trafiletto con prescrizione di buone maniere tratte da alcuni manuali, messe per rilevare la profonda maleducazione e superficialità che, nonostante quello che si creda, regna negli ambienti della buona società.
Protagoniste del penultimo incontro sono state le sorelle Kim e Thanh-Van Tran Nut, autrici di "La polvere nera del maestro Hu" e Anna Berra, autrice di "L’ultima ceretta".
Il romanzo delle sorelle Nut è ambientato nel Vietnam antico del XVII secolo, sono tre storie che si intrecciano, con molti personaggi caratteristici che ruotano tutti intorno ad uno: il Mandarino Tan.
Tan è un personaggio che ama la verità, non si arrende mai e non si lascia impressionare, fa il magistrato ed è accompagnato nelle sue indagini da un gesuita.
Altri personaggi di rilievo sono il Dottor Porco, uomo golosissimo, sovrappeso e che non ama muoversi e due donne misteriose, una bianca e una nera, molto affascinanti, che fino alla fine non si saprà se siano buone o cattive.
Il romanzo è strutturato secondo la tipica struttura del romanzo giallo orientale: omicidio, indagine, soluzione, è ricco di informazioni ricavate da ricerche fatte nel loro paese natale: cibi, sete, paesaggi, il tutto condotto con grande rigore storico.
Il Mandarino nei loro romanzi è sempre affiancato da un personaggio di un’altra cultura, come metafora del volere varcare i confini, conoscere nuove culture.
Le due sorelle usano il giallo come mezzo per narrare la società vietnamita del XVII secolo e per narrare le loro tradizioni e la loro cultura.
Anna Berra, invece, ambienta il suo giallo nel mondo delle estetiste.
Protagonista è Alice, una ragazza di 29 anni, dedita alla box, che per vivere si occupa di traduzioni e per arrotondare lo stipendio, con la sua amica, fa spettacoli erotici.
Alice è un personaggio che fa saltare i ruoli uomo-donna, è bisessuale e per lei non ci sono distinzioni sessuali, vede solo l’individuo e non la categoria sessuale.
In questo romanzo sono presentati diversi aspetti di Torino: quello familiare, quello legato alle sette, quello legato ai vampiri, inoltre nella famiglia di Alice si usa molto il dialetto, che serve a dare un ritmo al romanzo e anche come affermazione delle proprie radici.
Anna Berra nel suo romanzo ha reinterpretato il genere giallo, poiché al suo interno appaiono diversi generi: quello giallo, quello familiare, quello erotico, suo intento è stato quello di mostrare la vitalità dei personaggi, dimostrando così che in ogni persona è presente un’accozzaglia di contraddizioni.
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