SERIAL KILLER

di Pasquale Romeo, Psichiatra


Pietro Pacciani, soprannominato il "Vampa" per la velocità con cui si infuria, autore secondo l’accusa di aver violentato le due figlie, massacrato l’uomo che faceva l’amore con la 15enne Bugli, costringendola ad avere un rapporto con lui. Albert De Salvo accusato di aver fatto subire alle sue 13 vittime violenza sessuale dopo averle strangolate. John Waye Gacy condannato per averucciso almeno 33 bambini e ragazzi, esibendosi nei panni di "Pogo il Clown".

Jeffrey Dahmer abbordava giovani ragazzi, li drogava e ne abusava sessualmente prima e dopo averli strangolati, i corpi venivano dissolti in acidi, e ne conservava alcune teste e alcuni organi in congelatore. Andrei Chikatilo uccise, mutilò e divorò 53 persone.

Eccoci di fronte ad alcune delle persone che alla luce di quanto commesso nessuno giudicherebbe mai "normali", c’è da chiedersi se gli stessi sarebbero definiti normali o presunti tali prima di sapere dei loro reati.

Questi sono stati classificati come Serial Killer termine coniato da Robert Ressler ed erano considerati un fenomeno peculiare dell’America, come il macellaio di Hannover o il vampiro di Dusserdolf, in realtà essi esulano dalla realtà americana e sono ormai presenti in Russia, in Sudafrica se ne contano 30 negli ultimi 7 anni ed anche in Italia, seppure in numero inferiore. La domanda aperta sorge spontanea: tali soggetti sono aumentati o è aumentata la percezione del fenomeno?

Alcuni di questi soggetti sono spesso insospettabili, svolgono una vita normale, spesso lavori saltuari, sono conosciuti dagli altri come brave persone, vivono in grandi città e non hanno alcun legame con le vittime, la violenza sessuale è spesso presente ed in alcuni casi il rito si annuncia alla tragedia, tanto che il delitto diventa simbolico ed è come se fosse firmato dall’autore.

Si ricorda per esempio la riproduzione cinematografica il Silenzio degli Innocenti che sembra dare una esemplificazione esaustiva del fenomeno.

I Serial Killer sono uomini spesso con un intelligenza superiore alla media, compiono grandi distanze per commettere i loro delitti, ecco perché l’America è la loro patria naturale. Dal punto di vista personologico quello che forse può terrorizzare di più è che sono iperconformisti, "troppo normali", con disturbi narcisistici di personalità così gravi da non essere visibili se non attentamente. Di solito hanno un bassa autostima, con difficoltà enormi di immedesimarsi nell’altro e con problematiche di sviluppo sessuale. Indossano insomma una maschera, possono avere anche buone relazioni con gli altri, anche se non c’è sentimento ma solo un’apparenza ed agiscono con grande lucidità.

I delitti dei Serial Killer non hanno niente a che vedere con quelli degli altri disturbi mentali, dove lì la patologia emerge da tanto tempo, è visibile ed il reato anche se può essere successivo, continuo e ripetuto nel tempo come nei Serial Killer, conserva in sé lo stridore di una patologia mentale ben definita. Per esempio gli schizofrenici possono uccidere spinti dalle "voci".

I Serial Killer non riescono a distinguere tra fantasia e realtà tanto che mettono in atto i loro propositi a cui si dedicano per molto tempo, diventando gli autori di un delitto perfetto.

 


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