Antisemitismo: virus in incubazione

(Eurispes – 2^ anticipazione del Rapporto Italia 2004)


In Italia esistono aree, più o meno estese, di possibile incubazione del pregiudizio nei confronti del popolo ebraico. Nello specifico, è possibile rilevare la presenza di sentimenti e atteggiamenti di pregiudizio, quando: l’11,1% degli intervistati si dichiara molto (4,1%) o abbastanza d’accordo (7%) con l’affermazione: "L’Olocausto degli ebrei è avvenuto realmente, ma non ha prodotto così tante vittime come si afferma di solito"; e, in particolare, quando: il 34,1% degli intervistati si dichiara abbastanza (24,9%) o molto d’accordo (9,2%) con l’affermazione: "Gli ebrei controllano in modo occulto il potere economico e finanziario, nonché i mezzi di informazione", mentre il 47,9% del campione è poco (25%) o per niente d’accordo (22,9%) con questa tesi; inoltre il 17,9% ha preferito o non ha voluto esprimere una posizione al riguardo. L’area in cui si afferma in modo più marcato un atteggiamento antisemita è molto ristretta: il 2,7% è molto (1,4%) o abbastanza d’accordo (1,3%) con l’espressione "L’Olocausto degli ebrei non è mai accaduto". Lo rileva un’indagine campionaria dal titolo "L’opinione degli italiani sul conflitto israelo-palestinese e sulla questione mediorientale" appena conclusa, che l’Eurispes ha condotto su 1.500 cittadini italiani, stratificati per sesso, classe di età e area geografica, al fine di verificare la presenza di sentimenti antiebraici in Italia e di raccogliere le opinioni dei cittadini italiani sulla politica governativa israeliana e il conflitto mediorientale. Lo studio dell’Eurispes è contenuto in una delle 60 schede che compongono il Rapporto Italia 2004, che sarà presentato il 30 gennaio 2004 presso l’Aula Magna della Pontificia Università San Tommaso D’Aquino, Largo Angelicum, 1, Roma, alle ore 11,00. Con questa azione di ricerca sociale l’Eurispes ha inteso verificare le opinioni degli italiani circa: a) l’attuale politica del governo di Sharon in relazione al conflitto israelo-palestinese; b) l’eventuale presenza di pregiudizi o atteggiamenti antisemiti nei confronti del popolo ebraico; c) i principali fattori di destabilizzazione dell’area mediorientale; d) il ruolo del contingente italiano nel conflitto iracheno. Ma gli italiani non negano l’Olocausto. Il 92,3% degli intervistati ha dichiarato di essere poco (8,8%) o per niente d’accordo (83,5%) con l’affermazione: "L’Olocausto degli ebrei non è mai accaduto"; una ristrettissima percentuale di negazionisti, il 2,7% del campione dichiara, altresì, di essere molto (1,4%) o abbastanza d’accordo (1,3%) con la tesi che nega l’Olocausto; il 5% del campione non sa o non ha risposto. Inoltre gli italiani non hanno posizioni revisioniste in merito alla tragedia dell’Olocausto. Infatti: l’80,7% degli intervistati affermano di essere poco (16,6%) o per niente d’accordo (64,1%) con l’affermazione: "L’Olocausto degli ebrei è avvenuto realmente, ma non ha prodotto così tante vittime come si afferma di solito", l’11,1% si dichiara invece molto o abbastanza d’accordo con la precedente affermazione, l’8,2% non sa o non vuole esprimere una posizione. Al contempo si evidenzia il profondo iato presente tra l’espressione di posizioni critiche nei confronti della politica governativa israeliana, sensibilmente e significativamente molto più elevate, e la presenza di un’area di possibile incubazione di pregiudizi e di sospetti nei confronti del popolo ebraico. La quasi totalità degli intervistati, il 91,4%, non mette in discussione il diritto all’esistenza dello Stato di Israele. Più specificamente: soltanto il 2,8% del campione ritiene che lo Stato d’Israele non abbia diritto di esistere, mentre il 91,4 degli intervistati si esprime a favore dell’esistenza dello Stato di Israele (il 26% del campione però condiziona l’esistenza dello Stato di Israele al riconoscimento di uno Stato palestinese). Il 5,8% degli intervistati non esprime (o non sa esprimere) un’opinione a riguardo. In ordine alla condotta di Sharon sulla questione palestinese, quasi 3 italiani su 4 (il 74,5%), condividono l’affermazione secondo cui "Il Governo di Sharon sbaglia, ma sbagliano anche i kamikaze palestinesi". In particolare, il 74,5% si dichiara molto o abbastanza d’accordo con l’affermazione secondo cui "Il Governo di Sharon sbaglia, ma sbagliano anche i kamikaze palestinesi", mentre il 14,4% del campione è poco o per niente d’accordo con questa tesi. L’11,1% degli intervistati preferisce non esprimere (o non sa esprimere) un’opinione a riguardo. Gli italiani inoltre sono fortemente critici in ordine all’atteggiamento del Governo Sharon sulla questione palestinese. Tant’è che l’area del dissenso in ordine alla politica di Sharon è più estesa quando: il 53,7% dei rispondenti si dichiara per niente o poco d’accordo con l’affermazione: "Il Governo di Sharon fa le scelte giuste, perché deve difendersi dagli attacchi dei kamikaze palestinesi" (in ordine a questa affermazione, solo il 30,9% si dichiara molto o abbastanza d’accordo). È opportuno sottolineare come oltre il 15% del campione non ha espresso o saputo esprimere un’opinione sull’item proposto. Il 53,8% afferma di essere poco o per niente d’accordo con l’affermazione secondo cui "Il Governo di Sharon, nei confronti dei palestinesi, sta seguendo l’unica linea politica possibile, poiché è in gioco la sopravvivenza stessa dello Stato d’Israele" (soltanto il 26,7 degli intervistati è molto o abbastanza d’accordo con la precedente affermazione). Quasi un italiano su cinque (il 19,5%) non ha voluto/saputo esprimere il proprio accordo o disaccordo riguardo l’item proposto. Il 77,8% esprime parere contrario alla costruzione del Muro di separazione tra israeliani e palestinesi; solo il 10,8% è favorevole al progetto, mentre l’11,4% degli intervistati non hanno voluto o saputo esprimere un giudizio a riguardo. L’area del dissenso risulta meno estesa, ma comunque segnala valutazioni di particolare criticità quando: il 35,9% si dichiara abbastanza o molto d’accordo con l’affermazione: "Il Governo di Sharon sta compiendo un vero e proprio genocidio e si comporta con i palestinesi come i nazisti si comportarono con gli ebrei" (in questo caso, la maggior parte degli intervistati, il 48,2% non condivide la precedente affermazione, mentre il 15,9% degli intervistati non sa o non vuole esprimere una valutazione a riguardo). Il 36,9% (più di un cittadino su tre) si dichiara abbastanza o molto d’accordo con l’affermazione "la colpa degli attacchi dei Kamikaze è da attribuire alla politica imperialista e aggressiva di Sharon (il 45,9% esprime però il proprio disaccordo con questa tesi, mentre il restante 17,3% non sa o non desidera esprimere un giudizio)".

In conclusione, a fronte dei risultati della rilevazione campionaria, l’Eurispes evidenzia la necessità di elevare e tenere sempre alti i dispositivi di vigilanza e di prevenzione di qualsiasi episodio di razzismo o di forte pregiudizio razziale, sviluppando ogni tipo di iniziativa culturale in grado di alimentare la reciproca fiducia tra i popoli e le religioni ed infine qualificando le competenze e le responsabilità della funzione giornalistica e della ricerca sociale in relazione a temi così complessi e di particolare valore storico e culturale. (fonte Eurispes Ufficio Stampa, 15 gennaio 2004)

 



HELIOS Magazine

e-mai: heliosmag@virgilio.it