Rilancio del dialogo euro-arabo?
Di Mirella CARCHIDI
Dopo il forum sociale di novembre 2003 e la conferenza euro-mediterranea dei ministri degli Esteri a Napoli il 2 e 3 dicembre, l’Europa ha pubblicato un documento per rilanciare il dialogo euro-europeo.
La Commissione e l’Alto Rappresentante, Javier Solana, hanno presentato al Consiglio europeo di Bruxelles (12/13 dicembre 2003) un documento sul come rafforzare il partenariato tra l’UE e il mondo arabo.
Si propone di agire a due livelli, secondo il processo di Barcellona, la strategia regionale per il Medio Oriente allargato per i paesi che non rientrano nel questo processo, e di utilizzare il processo di Barcellona/Europa ampliata. Così i paesi della sponda Sud dell’Europa continueranno di beneficiare della politica di cooperazione anche dopo l’allargamento a l’Est.
Il gran numero di arabi che vivono in Europa e i forti vincoli commerciali e migratori tra certi paesi europei e questi paesi arabi rendono importante il partenariato tra l’UE e il mondo arabo. Le analisi approfondite del PSNU o della Banca mondiale concludono che le società arabe devono rafforzare la governabilità e migliorare la qualità, l’accessibilità e la parità dell’istruzione e della formazione, consentendo soprattutto alle donne di partecipare a pieno titolo nella società araba.
Le politiche UE sono numerose.
C’é il quadro di libero scambio nord-sud che sarà in vigore una volta conclusi i negoziati con la Siria per un accordo di associazione. Ma questa politica di libero scambio ha raggiunto limiti che l’Europa tenta di sormontare per promuovere il commercio intraregionale e la dimensione sud-sud che oggi é vuota.
Il processo di Barcelona/Europa ampliata vuol ribadire la necessità di riforme concrete e misurabili per introdurre le quattro libertà dell’UE cioè la libera circolazione per le persone, i beni, i servizi e le merci.
La cooperazione allo sviluppo è fondata sull’accordo di Cotonou tra i cinque paesi ACP arabi (Comorre, Gibuti, Mauritania, Somalia e Sudan).
In futuro, sarebbe forse il caso di elaborare una strategia regionale per le zone del Golfo (Iran, Iraq, CCG e Yemen).
La strategia di riforma è :
- politica,
- economica
- culturale e sociale.
Dopo l’abrogazione delle sanzioni dell’ONU il 12 settembre scorso contro la Libia, l’UE intensifica le consultazioni tra essa e le autorità libiche.
Per questo, l’UE ha nuovi strumenti che sono :
- l’Assemblea parlamentare euro-medi per sostenere una cultura politica più pluralistica e tollerante,
- la fondazione europea per il dialogo tra culture e civiltà la cui sede dovrà essere scelto prossimamente.
- I programmi Euromed Giovani e Tempus onde favorire la cooperazione tra gli esponenti della società civile, promuovere e valutare programmi paralleli per le università nel Medio Oriente allargato.
Sul piano delle riforme economiche :
- proseguire la cooperazione con i paesi del CCG con la creazione di una moneta o un mercato unico del CCG.
- Incentivare l’integrazione sud-sud ;
- Promuovere il ravvicinamento dei quadri normativi con quelli dell’ UE (tra gli obiettivi principali della politica di prossimità nel quadro dell’Europa ampliata) ;
- Potenziare le interconnessioni fra le reti dell’energia, dei trasporti e delle tele communicazione e i collegamenti con le reti transeuropee.
Infine, il Consiglio a deciso di rinforzare la FEMIP (Facilità euro-méditerranea di investimenti e di partecipazione) nella BEI.
Nel dicembre 2006, prenderà nascita una filiale a partecipazione maggiorata della BEI per i paesi mediterranei.
Legenda:
UE = Unione Europea
PSNU = Il programma di sviluppo della NATO
ACP = Africa, Caraibi e Pacifico
BEI = Banca europea d’investimenti
CCG = (Bahrein, Arabia Saudita, Koweit, Oman, Emirati Arabi uniti, Qatar) l’Unione commerciale del Golfo