ACCETTARE L’ALTRO! (nel senso di accoglierlo!!)
di Pino Rotta
Su questo titolo "Accetta l’altro" Giobbe Covatta ha costruito uno dei suoi cavalli di battaglia di satira (il riferimento ovviamente è all’accetta da boscaiolo!) ed io non riesco a dissociare quest’idea "covattiana" dalla frase quando sento e, purtroppo, vedo le ipocrite dichiarazioni di tanti ben pensanti italiani e stranieri.
Sia per la cultura internazionalista marxista che per quella cristiana, l’altro, il diseredato, il bisognoso, l’emarginato è sostanza nella nostra stessa persona.
La solidarietà e l’amore fanno la differenza tra chi pensa che c’è un mondo che sta fuori della porta della propria casa e chi pensa che la propria casa è costruita sopra la terra dello stesso mondo in cui vivono tutti gli altri.
L’altro non è l’assassino terrorista che uccide nel nome di qualche tragica idea di Dio ma non è nemmeno quello che va ogni domenica a messa e poi accetta l’idea della guerra come rimedio dei mali del mondo. Non c’è un Dio che ispira nessuno dei due. Se ci si dichiara cristiani e si dice di crede re nelle parole di Dio non è concepibile dare o permettere che si dia la morte e chiamare la vendetta "Giustizia". Cristo è un’altra cosa.
Ma chi non crede in un Dio, perchè ha una cultura laica, per altri motivi ancor più importanti non può accettare la guerra come rimedio dei mali.
Uno di questi motivi è il rispetto di una Costituzione che è nata dopo l’orrore della Seconda Guerra mondiale, quando le forze democratiche, comuniste, cattoliche e laiche, assieme hanno stabilito che "mai più l’Italia avrebbe conosciuto una guerra e tanto meno una guerra di aggressione".
L’art. 11 della Costituzione Italiana dichiara "l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali" ed invece in dieci anni l’Italia ha mandato i suoi soldati in Libano, nel Kosovo e in Afghanistan, ad uccidere ed essere uccisi in guerra. Non missioni umanitarie ma guerre.
Un altro motivo è scritto nella storia di tutti i popoli in ogni tempo. Per ogni colpo di fucile sparato c’è un colpo di fucile pronto a rispondere al fuoco.
Si chiede spesso: bisogna lasciare impuniti i criminali? E’ una domanda ipocrita e strumentale perchè induce a pensare che chi rifiuta ogni strumento di morte come rimedio di giustizia sia automaticamente dalla parte dei terroristi o dei criminali.
Invece la risposta a questa domanda è semplice: Punire i criminali senza uccidere nessuno! Tanto donne, bambini ed uomini innocenti quali sono quasi tutte le vittime di ogni guerra!
Chi assimila la voglia di pace associata alla giustizia alla tolleranza nei confronti dei criminali non solo assume un atteggiamento antidemocratico ed intollerante, ma spesso (a volte scientificamente!) lo fa per offuscare la memoria della gente.
In quali parti del mondo fino ad oggi si è portata la "guerra umanitaria"? Si è portata in Colombia per fermare i narcotrafficanti? Si è portata in Argentina per fermare gli assassini dei "desapparecidos"? Si è portata in Cile per fermare l’assassino Pinochet? Si è portata in Palestina per fermare il massacro dei palestinesi? Si è portata in Algeria per fermare i fanatici islamici che continuano a sgozzare migliaia di donne e bambini? L’elenco, purtroppo, potrebbe essere tragicamente più lungo, ma la risposta è sempre la stessa: NO! La guerra si porta là dove ci sono interessi economici e strategici da difendere.
Oggi finalmente si sta mettendo mano alle finanze dei terroristi, conosciuti da oltre dieci anni, che in tutto il mondo hanno fatto e fanno affari con l’Occidente e con l’Oriente. Ma è necessario chiedersi non solo perchè non sono stati fermati prima gli affari miliardari dei terroristi, ma anche chiedersi che tipo di affari hanno fatto e continuano a fare. E’ noto a tutti che i due terzi dell’oppio per l’eroina destinata ai mercati occidentali è prodotto in Afghanistan. Perchè non si è intervenuti a fermare quelle coltivazioni? Perchè non si è intervenuti a fermare l’esportazione della droga? Chi compra quella droga in Occidente? Chi la rivende? Che fine fanno i miliardi che se ne ricavano?
E poi le armi. Chi vende le armi che finiscono nelle mani dei terroristi o dei popoli che si stanno sterminando tra di loro in ogni parte del mondo? Con che denaro vengono pagate quelle armi?
Le risposte a queste domande metterebbero a tacere i discorsi ipocriti dei guerrafondai di ogni parte del mondo. Forse scomoderebbero un pò le nostre coscienze ma almeno lascerebbero in un rispettoso silenzio il dolore dei familiari di tutti i morti, sia quelli assassinati dalla follia dei terroristi sia quelli provocati dalla fame di dominio e di vendetta.
Essere per la pace significa sentire intimamente il significato del Cristo, per chi crede, della giustizia sociale e del rispetto della vita, per tutti.
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