11 SETTEMBRE 1973: ASSASSINATO SALVADOR ALLENDE

di Pino Rotta


"Gli Stati Uniti sembrano destinati dalla Provvidenza a piagare con la fame e la miseria l' America intera in nome della libertà." (Simon Bolivar "Lettera guatelamteca" Royal Gazzette, 1815)

Ci piacerebbe che l’11 settembre fosse ricordato non solo per il tragico attentato che ha colpito il popolo americano nel 2001, ma anche per un altro tragico evento che ha segnato la storia delle democrazie nel mondo. L’auspicio sarebbe proprio per una celebrazione istituzionale. Il primo brindisi andrebbe al Presidente della Repubblica. Al nostro certo ma anche ad un altro grande Presidente, Salvador Allende, assassinato l’11 settembre 1973 durante il colpo di stato filoamericano dai fascisti di Pinochet.

A distanza di trent’anni sembra quasi illusione sperare che si giudichi Pinochet e si riscatti il popolo cileno nel nome di tutta l'umanità. Ci sembra doveroso però onorare la memoria di un uomo libero, di un socialista, di un degno successore di San Martin (ma anche di Giuseppe Garibaldi) e di quel Simon Bolivar che più di un secolo prima avevano speso tutta la loro vita per combattere contro la tirannia ed unire in un’unica famiglia i fratelli dell’America Latina. Simon Bolivar passò alla storia come "El Liberador" e consegnò ad uomini come Salvador Allende la luce delle sue idee di libertà ed uguaglianza. In molte città del mondo democratico, anche italiane, ad Allende sono state dedicate strade, piazze e monumenti, nel trentennale del suo assassinio forse è il caso di pensare a rinnovare questa cerimonia.

Il suo nome era Salvador Allende Gossens (Valparaiso 26 Luglio, 1908 – Santiago 11 Settembre, 1973). Fu il Presidente democraticamente eletto del Cile dal 1970 fino al rovesciamento, da parte di un colpo di stato militare sostenuto dagli Stati Uniti, nel 1973. Erano gli anni in cui in Grecia il regime fascista dei Colonnelli rovescia la democrazia ed in Italia si tenta il golpe di Valerio Junio Borghese ed è in atto la cosiddetta "strategia della tensione".

Nato a Valparaiso del Cile, Allende fu tra i fondatori del Partito Socialista del Cile, fu prima ministro nei governi del suo partito e quindi Presidente del Senato cileno. Alla sua quarta elezione Presidenziale nel 1970, ottenne la maggioranza dei voti ma non avendo la maggioranza assoluta il Congresso doveva decidere tra lui e il secondo più votato, Jorge Alessandri. Fu eletto Allende.

Una volta eletto, la CIA condusse operazioni di propaganda per incitare il Presidente del Cile, Frei, a bloccare la ratifica di Allende come Presidente da parte del Congresso. Secondo la tradizione, il Congresso, composto in maggioranza dai Cristiano Democratici, si supponeva avrebbe ratificato la sua vittoria ma, cosa inusuale, essi prima chiesero ad Allende di firmare uno Statuto di Garanzie Costituzionali. Dopo la sua elezione, Allende iniziò a attuare i programmi socialisti in Cile forte della convinzione tristemente profetica:"che a giudicare dal clima creato prima e durante le elezioni, verranno fatti molto più gravi, che dovremo affrontare. Però, anche se esistono governanti o governi che credono legittimo difendere gli interessi di pochi, seppure molto potenti, io sostengo il diritto di difendere l’interesse del mio popolo e della mia Patria, contro gli interessi di pochi. Se qualcuno pensa che in questo momento le minacce materiali possono piegare i popoli, si sbaglia." La pressione economica che gli USA imposero sul suo governo attraverso organizzazioni multilaterali si fece sempre più aspra. Il Cile non era il Vietnam come purtroppo pensava Salvador Allende. Il Cile con le sue miniere di rame e la sua posizione strategica non riuscì a sottrarsi agli interessi della superpotenza americana, guidata dal Repubblicano Nixon.

Nel 1973, quando l'inflazione e la fame avevano piegato il Cile, i militari cileni diedero il copo di grazia al Presidente Allende, ed imposero il dittatore Augusto Pinochet Ugarte. Sebbene la CIA abbia sempre negato di aver aiutato attivamente i golpisti e continui a dichiarare di essere stata semplicemente informata di esso, documenti ormai declassificati hanno mostrato che la CIA ha avuto un ruolo più che attivo nel colpo di stato.

L’11 settembre 1973, dopo alcuni drammatici giorni di resistenza Salvador Allende morì per mantenere fede ai suoi giuramenti ed alle sue idee. Il regime di Pinochet cancellò la democrazia e molti comunisti e socialisti fuggirono dal paese, molti si rifugiarono anche in Italia. Il dramma del Cile oppresso fu cantato in tutto il mondo dagli Intillimani, anch’essi esuli dopo il golpe. Ad oggi quelle canzoni sono il vero monumento vivente a Salvador Allende.

 


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