Il sacrficio di Abramo
Nella Sua raccolta Il sacrificio di Abramo in antico e medio inglese edito da Liguori, Giovanni Mirarci opera una scleta precisa di 4 composizioni, dello stesso argomento, che risalgono ad epoche diverse. Nel Medioevo il sacrificio di Abramo era tramandato in manoscritti latini, romanzi e germanici. Le prime due composizioni prese in esame (che fanno parte di opere più ampie) furono composte nel’VIII secolo; le altre due sono Miracle Plays (nel tardo Middle English) del XV secolo.
I primi scrittori cristiani che ci tramandano qualcosa del sacrificio sono i Padri della Chiesa: sono queste le composizioni che segnano lo sviluppo della lingua Germanica in Inghilterra.
Il senso multiplo, già professato ed utilizzato da Origene, Agostino, Adelmo, Beda, Rabbino, Mauro (personaggi che influenzano molto l’ambiente culturale) si suddivide in:
tipologico- per raffigurare persone o cose
topologico o morale- per istruire
escatologico –della verità sulla vita futura
Nel racconto biblico la figura centrale è Abramo, mentre nelle opere medioevali l’eroe è Isacco, identificato con il Messia (è solo un simbolo = non sono in relazione!). A proposito si potrebbe ricordare che il sacrificio avviene sul monte Murien, un monte di Gerusalemme, su cui ora è stato costruito un tempio. Isacco è, in un linguaggio simbolico, raffigurato come:
il prediletto del padre
colui che versa sangue innocente
colui che accetta liberamente la morte.
Abbiamo un’accurata documentazione dello sviluppo dei Miracle Plays. La liturgia ecclesiastica era cantata dal celebrante o da cori alterni, sempre in latino. L’atto era visto come materia di istruzione. In seguito venne rappresentato nelle navate laterali della chiesa. Quando i Miracle plays cominciarono ad essere rappresentati all’esterno, il volgare rimpiazzava il latino, perdendo così la rigidità e dando vita a soggetti liberi. Nei secoli XIV-XV si hanno interi cicli che vengono rappresentati su piattaforme fisse o mobili. Gli argomenti sono molto vari: dalla caduta dell’uomo in Paradiso fino al tradimento di Giuda. Il ciclo di Chest è quello maggiormente completo di argomenti. Sono anche presenti i Ludus Conventriae. Del Sacrificio di Abramo ci sono state tramandate 6 stesure: 4 di queste fanno parte dei cicli su menzionati e 2 non sono riferibili ad alcun ciclo. Il senso topologico in inglese era meno forte: solo Chest aveva un commentatore; in Francia ed in Germania il commentatore invece era di regola. Una grandissima fonte di istruzione era costituita dai sermoni medioevali, utili anche per l’interpretazione del senso multiplo. I sermoni potevano essere ripetuti ad litteram o presi come modelli "for de faute of lusisound als loy simplenes sof connying"(= per sconfiggere l’ignoranza e per la semplicità della conoscenza).
Era molto presente, invece, il senso tipologico. Abramo era il tipo di Dio nell’iconografia medioevale del secolo XIII: era rappresentato come uomo vecchio, dalla barba bianca. Il grande amore per Isacco, assomiglia all’amore di Dio per Cristo. Isacco è visto dunque come tipo di Cristo, non come oggetto, ma come figlio devoto ed affezionato. Quando egli capisce che la morte è voluta da Dio escalama (BP VV 190-191)"now fadar, agens mys Lordys will, I will never groche laudior styll"(= ora padre, contro la volontà del mio Signore non mi lamenterò, mai né ad alta né a basa voce) e (NHP V 253)"With all my hert I assent herto" (= con tutto il mio cuore assentisco a ciò).
Nel ciclo di Jo Isacco è già un uomo maturo e ciò per sottolineare l’accezione libera, come lo è stata quella di Cristo. Questo presenta un aspetto positivo, che è quello di conferire maggiore credibilità, ma anche uno negativo che è la non innocenza e la conseguente richiesta di perdono. In NH Abramo assicura il figlio dicendo: "nay, son, to me ha hast do no trespas" (= no figlio, a me non hai fatto alcun torto); in BP dopo avergli detto "In all thy lyfte thow grend me nevr onys" (= in tutta la tua vita non mi hai addolorato nemmeno una volta) lo chiama "young innosent" (=giovane innocente).
Nel Lowly play Abramo riecheggia le parole di Pilato "But no defaut i found him in "(= non ho trovato in lui alcuna colpa".
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