Le poesie di HELIOS Magazine
LA FIGLIA DEL VENTO
di Francesca COCCORESE
Sapete? Io sono la figlia del vento.
La sera chiudo gli occhi e mi scompongo
in mille spirali di aliti lievi
e in dolci cerchi di tenui sospiri
e in turbini forti come la rabbia
e in soffi freddi che bruciano il viso.
Sapete? Volo leggera, la sera,
ed apro il mio cuore con una chiave
d'oro che mi ha donato la luna;
e da esso escono profumi di spezie
e di mare e di terra umida e scura
e di fiori che crescono soltanto
nelle menti di chi ancora li sogna,
ed escono parole che nessuno
ascolta e canzoni di uomini, uccelli
e di stelle ammiccanti e fotografie
ingiallite di vecchie amicizie
e pensieri di morte e d'amore.
Tutto sento, tutto in me conservo
e tutto a animali e uomini riporto.
Volo sul mondo e mai non mi fermo;
lo domino fiera, perché io posso
abbattere città e creare gorghi
e frantumare anche le montagne.
Tuttavia preferisco accarezzare
le nuvole e baciare il mare
e far l'amore con gli alberi verdi.
E che importa se sotto di me vedo
esplodere mine e volare intorno
brandelli di carne, se vedo bimbi
nascere senza le gambe, se vedo
la morte incombere ovunque sul mondo?
E che importa se non so perché vivo,
se non so se un giorno finirà il tempo,
se non so se esiste un Dio che sia eterno?
Che importa se nello specchio vedo
riflessa una ragazza che piange
stretta al suo caro pupazzo di pezza?
Io sono la bella figlia del vento
e non mi importa di nulla, nulla.
Voglio chiudere gli occhi e sognare,
solo per un breve minuto. Posso?
TENTARE
di Giacomo IARIA
Tentare
opaca la stella sovra
chi brancola,
tremulo si ferma,
al movere delle nubi.
Tentare.
SCOGLIERE DI MOHER
di Daniela PERICONE
Spuma rabbiosa
in frantume
di schegge di specchio
si schianta
e zolle indurite
ghermisce
di tempi ineffabili
millenaria materia.
Ostinata possanza
contro l'onda
stizzita e implacabile
che assalta
s'espande
scavalca
e sconvolge
con l'urlo feroce dell'amore mancato.
Monolitico
bagno di pianto,
quando sciolto
è il viluppo terracqueo
solo rimangono
scaglie di lacrime.
Del mare fugace
che non ha conquistato,
dell'inanime blocco
che non s'è mitigato.
MARE
di Anna DE ANGELIS
E' seta celeste
il mare, stamane
Son sola
su un letto di ciotoli bianchi.
Lunghe braccia di fuoco,
il sole
mi prende per mano.
Immersa nel limpido azzurro,
infinito,
siedo sul fondo sabbioso.
Qui sotto è il silenzio,
è il nulla,
è la fuga.
Mi grida il respiro
nel petto
in cerca di aria.
Riemergo.
Mi cade dal cuore,
tra alghe danzanti,
la pace
color madreperla.
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