BOMBAY, 15 MAGGIO
Oggi è Lunedì e sono tornato
a riveder il mare; una voce mi ha chiamato.
Lungo la strada incontro un marinaio.
Sù, andiamo! Là dietro c'è la morte
e mi prende per mano.
E' chiamato la Torre del Silenzio questo luogo,
guarda sulla pira quel corpo ormai bruciato.
Avvicinati! Non aver paura! E' un corpo di donna
quello che vedi,
lei è ancora giovane ed ha o capelli neri.
Odore d'incenso e di carne bruciata,
il legno arde di nuovo, inesorabile.
Ora stà correndo verso il mare; sì sono scappato,
sarò un vigliacco, ma mi sono ribellato.
Ribellato alla morte; al fato,
ribellato alla fame,
ribellato a Dio ed al suo operato.
Un rullo di tamburi ed ecco un uomo
sopra 5 scatole di latta in equilibrio.
Alberto DEDOLA
da "Il Principe Indovino"
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HAIKU
di Gianni FERRARA
La prima età
sano gaudio ora
metamorfosi.
Fragili sono
i sogni; maledetta
corporeità.
Raggiunta ora
tu svanisci rugiada
di un mattino.
Per sette morti
ed oltre, ti amerò
inesistente.
Labbra umide
gioia imprigionata
dalle parole.
Come nuvola
e acqua libero dal
vano ilico.
Fiore bianco di
susino è tenue il
tuo profumo.
Stretto in gola
un nome, luccicano
gocce amare.
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