IL FORUM DI HELIOS MAGAZINE


Veltroni  non fa l'accordo con i Socialisti e con i Radicali. Fa bene o sbaglia?

FA BENISSIMO SE I SOCIALISTI AVESSERO  LE PALLE ANDREBBERO  DA SOLI E SE FOSSERO SERI SI RINNOVEREBBERO NELL'UNITA' CHIAMANDO ALLA DIRIGENZA LA NUOVA CLASSE DIRIGENZA POSTO CHE VE NE FOSSE 
A PRESTO
G. V.

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Sbaglia (messaggio firmato)

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secondo me ha fatto bene a non fare l'accordo con i radicali, mentre ha fatto male a non farlo con i socialisti.
A presto
(messaggio firmato)


 

 

Forum sulla laicità dell'Italia


L'Italia, senza il Vaticano, sarebbe finalmente un paese libero! Non se ne può più di tutte queste ingerenze!
E non se ne può più di tutti questi politici che credono che in Italia siamo tutti cattolici e quindi bigotti!
Sono sempre più numerosi i cattolici che criticano la Chiesa, e sono sempre più numerosi gli atei (ci credo, con una Chiesa del genere! Farebbe passare la voglia di credere a chiunque!)
Essere cattolici significa credere in Dio, non nella Chiesa!
La Chiesa è la peggior nemica per un credente! Vive ancora nel medio-evo quando il resto del mondo si è evoluto!
 
Una cattolica che crede solo in Dio. (2.2.2008)
 


L'Italia senza il Vaticano sarebbe una democrazia liberale più compiuta?

Non credo. Il Vaticano sta all’Italia come la Scozia sta all’Inghilterra ( o come il Principato di Monaco sta alla Francia ). Senza il Vaticano credo che l’Italia sarebbe una nazione alla mercé altrui più di quanto non lo sia stato fino ad oggi. E’ vero che l’Italia è una democrazia “semi-liberale a sovranità limitata” dal Risorgimento in poi, ma senza il Vaticano l’Italia sarebbe uno Stato senza sovranità. Una colonia ed una “repubblica delle banane”. Ora sotto regimi reazionari, ora sotto regimi totalitari. Uno Stato totalmente succube di altre potenze, quali potrebbero essere: in Europa, il Regno Unito o la Francia, oltre-oceano gli Stati Uniti e chissà chi altro. Ritengo che la Storia nel corso degli ultimi secoli possa insegnarci qualcosa in questo senso. Soprattutto se consideriamo che l’Italia tutto sommato, proprio perché ha il suo Asso nel Vaticano, ha vissuto comunque in democrazia, seppur incompiuta con alterne vicende, piuttosto che sotto i regimi totalitari.  E’ sufficiente ripercorrere le tappe del secolo scorso, in particolar modo: -

1) nel periodo risalente gli anni della monarchia e del fascismo, in cui la Santa Sede (nell’Italia prefascista dei grandi scioperi generali  insurrezionalisti-politici e di massa influenzati dall’ideologia marxista-leninista) di concerto con la borghesia ha recitato via via un ruolo diplomatico fondamentale imprimendo la svolta autoritaria mussoliniana ed anticomunista, quale preludio per i futuri assetti degli equilibri politici internazionali del dopoguerra, nello scenario dei blocchi contrapposti fra i Paesi dell’Occidente liberal-democratico sotto l’ombrello della Nato ( tra i quali appunto l’Italia) e i Paesi dell’Est del blocco sovietico moscovita orbitanti nel Patto di Varsavia.

2) nel cosiddetto periodo della “strategia della tensione” a cavallo tra la fine degli anni ’60 e la metà degli anni ’70 ( in piena guerra fredda ) nel corso dei quali il Vaticano a supporto delle forze politiche moderate e non, cattoliche e laiche ( DC, PSI, PCI + area dei partiti laici minori ) ha contribuito affinchè l’Italia non subìsse (sotto la spinta statunitense) la svolta golpista militare ed autoritaria di stampo sudamericano ( tipo Cile ed Argentina) rimanendo cosi nell’alveo delle democrazie occidentali europee con buona pace per tutti.

 3) nel periodo del terrorismo nero e rosso, che ha raggiunto l’apice nella “notte della Repubblica” con il sequestro e l’uccisione dello Statista Aldo Moro ad opera delle Brigate Rosse…Anche in questo caso la diplomazia vaticana, nel bene e nel male ha retto l’urto in una fase drammatica e tragica per l’Italia, laddove potevano essere messi in gioco ancora una volta gli equilibri internazionali con conseguenze incalcolabili per l’umanità, considerato che entrambe le due superpotenze nemiche erano in possesso di armi nucleari di breve e lunga gittata…

 In conclusione, dico che l’Italia è una democrazia liberale incompiuta, non perché in Roma ha sede il Vaticano ( che comunque va criticato, nell’ambito del diritto all’esercizio della laicità dello Stato Italiano e nel rispetto dei Patti Lateranensi) ma paradossalmente perché nel momento in cui come italiani raggiungiamo delle vette importanti, tali da poterci permettere il salto di qualità in un quadro di democrazia compiuta, diventiamo autolesionisti sperperando quanto di buono fin lì avevamo costruito. Seminando panico ed incertezze per il futuro. Spazzando via e distruggendo nell’arco di poche settimane tutte le conquiste sociali importanti costate sudore e sacrifici enormi dei nostri padri e dei nostri avi che avevano combattuto (talvolta lasciandoci la pelle) sul terreno della giustizia sociale. Gli anni ’90 e le conseguenti inchieste su Tangentopoli ( a senso unico e pilotate da una o più manone, in proposito leggasi libro dal titolo «Strettamente Riservato» di Cirino Pomicino ) non hanno portato alcun beneficio, ed oggi tutti ne paghiamo un prezzo alto. Anzi, le stesse inchieste hanno avuto come conseguenza nient’altro che il triste epilogo di una democrazia alla deriva, quella italiana, con falle gravi e difficili da sanare… F I N E

Distinti Saluti  Gianfranco Tauro, 15.10.2997 


Sicuramente ne avremmo un alleggerimento economico, considerato che gran parte delle spese della "sopravvivenza" dello Stato Vaticano gravano sul comune di Roma. La sua finta autonomia non è applicata sulle spese relative allo smaltimento dei rifiuti, sul sistema idrico, sull'illuminazione e sulla pubblica sicurezza. Il peso della Santa Sede sulle vicende politico-sociali della nostra nazione è sicuramente notevole.La cosa fastidiosa è che è una interazione a senso unico, gelosa com'è di gestire in maniera assolutamente autonoma e senza clamori le  proprie vicende interne. Non trascurabile il fatto che la banca Vaticana ha abbondantemente attinto ai conti pubblici dello Stato Italiano di ogni natura lecita e non (direi soprattutto la seconda).la Banca Vaticana è stata coinvolta in evasione fiscale, imbrogli finanziari e riciclaggio di oro nazista. Il Papa, come unico azionista della Banca Vaticana, è uno degli uomini più ricchi al mondo e, per associazione, uno dei meno etici .La Banca Vaticana afferma di non aver nessun documento relativo al periodo della Seconda Guerra Mondiale; infatti secondo il procuratore della Banca Vaticana, Franzo Grande Stevens, lo IOR distrugge tutta la documentazione ogni dieci anni. Strana come abitudine..ma sicuramente molto comoda se si ha qualcosa da nascondere.Le barricate che hanno eretto per drenare il divulgarsi dei risultati di nuove scoperte scientifiche su Gesù e la sua vita terrena sono la conferma che la Chiesa opera a difesa solo della LORO verità. Vivi complimenti per il Vostro magazine. Ferrara Diego

14-2-2007

(n.d.r.: sullo IOR e la Banca Vaticana andrebbe fatto un discorso a parte, più documentato. Le considerazioni di carattere politico-sociale invece sono molto appropriate)


 

caro direttore, ritengo opportuno precisare che chi le scrive è un fervente cattolico.
questa premessa è necessaria al fine di comprendere davvero il mio punto di vista.
infatti, nonostante non condivida l'opera di augias ritengo che il più grande ed attuale nemico della chiesa sia  papa ratzinger.
dico questo perchè in un momento storico cosi difficile l'ultima cosa di cui la chiesa ha bisogno è di essere rappresentata dalla figura oscurantista del nostro papa.
quanto alla domanda specifica del forum.
molto onestamente ritengo impossibile fornire una risposta.
infatti, è un quesito generico e soprattutto destinato a soggetti rappresentativi di una cultura anticlericale.
a.r.

11-2-2007


Decisamente arguta l'osservazione di Gianni Ferrara nella recensione del libro di Augias e Pesce "Inchiesta su Gesù"! (heliosmag.it/2006/6/augias.htm) d'altra parte in qualità di uomini che hanno fede nella verità non possiamo prescindere dall'osservare che Gesù figlio di un dio o di un uomo che fosse, dichiarava spesso "Io sono la luce, la via, la verità e la vita" e non credo che possa essere "sponsorizzato da un'organizzazione che spesso opera nel buio, per vie traverse, attraverso guerre millenarie..... A volte la verità l'abbiamo sotto gli occhi in un ragionamento semplice senza troppe elucubrazioni, utili solo a chi la verità la vuole nascondere perchè è più comodo così.

Pina D'Amato. 


La bufera di reazioni che il discorso di Joseph Ratzinger a Ratisbona era direi più che prevedibile “calcolata”. La sua uccisa a Mogadiscio? Un incidente di percorso che dimostra che aveva ragione. Proprio così perché il mondo islamico secondo il nostro avviso non ha compreso un fatto fondamentale: a Ratzinger dell’Islam non gli importa oggi più di quanto gli potesse importare nei vent’anni di passati da vice-Papa con Giovanni Paolo II, di cui fu ispiratore teologico e gran tessitore diplomatico. E’ un uomo vecchio Ratzinger, colto, conservatore e politico.

Naturalmente quando parla la massima autorità della religione cattolica, vista anche l’alta caratura intellettuale sul piano teologico del personaggio, nessuno si aspetta che non ci siano reazioni ed è proprio questo il punto: Ratzinger sapeva che avrebbe solevato tutto questo vespaio. Perché l’ha fatto? Gli islamici hanno ancora molto da imparare sulle tecniche si comunicazione in cui i cattolici (e non da oggi!) eccellono.

Innanzitutto il contesto: la Germania, la sua terra, dove però la chiesa romana non gode di grande popolarità e grandissimo seguito. Ratzinger infiamma lo spirito nazionalista che conosce e sa che è in ascesa al contrario delle vocazioni dei preti che sono quasi a zero.

Poi c’è il momento storico-politico: oggi l’Europa è scossa da sentimenti forti, interiori, irrazionali di insicurezza e di razzismo palese. E’ di questi giorni il successo del neo Partito Nazista che entra con più del 6% dei voti nel parlamento della regione del Meclembrug (Germania est), ma è la punta di un iceberg come dimostrano la vittoria della destra svedese ed in genere il successo delle destre anglosassoni. Parla a questi cosiddetti “neocon”, compresa quella Lega Nord Padania che solo fino a ieri sputava veleno contro il Vaticano ed oggi, per voce dell’autorevolissimo Celderoli, loda il Papa Tedesco.

E’ a questo popolo “intestino” dell’Europa che il discorso di Ratisbona era diretto non agli islamici. In questo senso è vero che è stato frainteso ed il fatto di scusarsi pubblicamente non ha fatto altro che rafforzare il valore mediatico del discorso in cui viene sì offerto il dialogo alle altre religioni, ma viene (legittimamente dal suo punto di vista!) affermata la supremazia della religione cattolica su tutte le altre. Insomma gli effetti sull’ordine pubblico vengono dagli islamici ma l’obiettivo del Papa Tedesco è Straburgo, è la laicità delle istituzioni europee. Questa è l’ultima crociata lanciata da Ratzinger da combattere non in Terra Santa, ma nei parlamenti europei. (P.R.)

 

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