Recensioni
Gianfranco Valenti - "Cose dell’altro mondo- conversando con Claudio Baglioni" (Ediz. Rai Eri Infinito)

Un viaggio, una scoperta, una riflessione, una conversazione
e tanto altro sull’universo del web, su quelle cose dell’altro mondo che ci
apparivano così lontane fino a qualche decennio fa e che invece sono diventate
di fruizione quotidiana, di uso comune e a volte di abuso o dipendenza.
Un
libro sul mondo delle comunità digitali, chat, blog, forum, è "Cose dell’altro
mondo – conversando con Claudio Baglioni" (ediz. Rai Eri Infinito, pag.173, euro
13,00) del web journalist Gianfranco Valenti. L’autore catanzarese con uno stile
rapido e incisivo propone un viaggio esplorativo con "destinazione" la rete e il
nuovo modo di comunicare. Come uno scrittore d’altri tempi, Valenti, comincia il
suo racconto da uno sguardo, da una sensazione seduto a un bar con vista sulla
città eterna, come la location scelta dal cantautore Claudio Baglioni per
scrivere l’album "La vita è adesso", Valenti osserva dall’alto una città che
conosce ma che se "più guardi lontano più vai avanti", osserva e si lascia
osservare dalla gente. Così comincia a scrivere e "raccontare le sensazioni e le
suggestioni immediate di quel che accade" vicino a lui, a pochi passi. Parole,
gesti, voci, suoni, modi di comunicare vecchi e nuovi si incontrano in quel
luogo magico testimone di millenni di storia e cambiamenti. Lì comincia il
viaggio reale e virtuale che diventa un saggio, un concept book, un forum e
oserei dire, un travel book sulla comunicazione, sull’effetto dei nuovi media su
comportamenti quotidiani, sull’influenza del web sulle relazioni sociali.
"Chissà se il cosmo chiuso dentro le tre doppie vu è verosimile o è un
fac-simile quando sembra di viaggiare e invece resti immobile tra i totem e i
tabù dell’impossibile" canta il lungimirante Baglioni dedicando il testo di "Chi
c’è in ascolto" al bisogno di comunicare del nuovo millennio e all’incapacità di
farlo, canzone dell’album "Viaggiatore sulla coda del tempo " che chiude la
trilogia introspettiva con "un viaggio attraverso il tempo, alla ricerca di sè,
il desiderio di ritrovare quel se stesso, l’energia di una stagione passata, ma
anche il richiamo delle molte domande ancora aperte alle quali il Viaggiatore
sente il bisogno di provare a dare una risposta". Il brano citato da Valenti
esprime quel senso di smarrimento e solitudine che spesso trasmette il
"rapportarsi con un’immensità di persone connesse in rete". Una canzone che
favorisce l’incontro con Baglioni e l’intervista col cantautore, vero plot del
libro. La volontà di Valenti di scrivere in un modo diverso sulla nuova
comunicazione "sempre più modificata, intaccata e impietosita dalle nuove
tecnologie" diventa un libro a più voci, una conversazione aperta, cantata sulle
note di celebri pezzi che fanno da sottofondo al testo, un libro che appunto si
esprime col linguaggio universale della musica. Da una canzone, Valenti racconta
i cambiamenti tecnologici e sociali, i differenti modi di relazionarsi e
conoscersi con tutte le indicazioni e controindicazioni del caso. Prefazione di
Vincenzo Mollica e postfazione di Camilla Raznovich, intervista a Baglioni e gli
"incontri in cattedra" di quattro autorevoli professori universitari, Mario
Morcellini, Mario Caligiuri, Giorgio Simonelli e Raffaele Sibilio, pensieri,
citazioni, sensazioni, comparsate di cantanti e scrittori, "Cose dell’altro
mondo" è tutto questo e molto di più, è un libro-canovaccio da cui partire per
scoprire come scrisse Pavese, "quale mondo giaccia al di là di questo mare non
so, ma ogni mare ha l’altra riva e arriverò", l’importante è non smettere di
viaggiare, di trasmettere, di incontrarsi, parlarsi, ascoltarsi provando quelle
emozioni reali che vanno oltre un click!
| HELIOS Magazine |