IL PENSIERO LIBERALE DEMOCRATICO È PROPRIO TRAMONTATO?

di Pino Rotta (nella foto sotto Toqueville)


Che fine ha fatto in Italia il pensiero liberale? E’ una domanda che neanche si pone più da troppo tempo ormai, come se fosse una questione minore, sottintesa, lasciata alla formulazione di principio della nuova destra. Ma la destra neoliberista, non solo italiana, si può definire davvero liberale?

Sul versante della sinistra democratica sono sempre più numerose e spesso accese le discussioni su grandi temi che riguardano i diritti, il sistema istituzionale, lo stato sociale, la pace, ma dove sono le analoghe proposte e voci nel campo liberale?

Non si sente più neanche la voce ormai dimenticata di La Malfa e quella di Marco Pannella è sempre più desueta.

Eppure in questi ultimi anni si stanno consumando quasi nella totale indifferenza atti formali e sostanziali che dovrebbero far rabbrividire non solo la sinistra democratica ma anche il mondo liberale. Il Papa che entra da autorità morale e politica nel Parlamento italiano (tempio della sovranità popolare!) e subito dopo invoca la trasversalità dei vaolri cattolici nella politica italiana ed europea innalzandoli addirittura al di sopra della stessa dialettica politica dello Stato, non suscita alcuna reazione, a parte qualche timida presa di posizione dei comunisti.

Certo un Papa che riesce a mettere in scacco la politica con le sue esternazioni sulla giustizia sociale e sulla coesistenza pacifica tra popoli e ceti non è facile che trovi voci che riescano a fare delle distinzioni di ruoli tra dottrina sociale della Chiesa ed autonomia politica dello Stato laico. Ma la conseguenza di questa timidezza delle forze politiche nei confronti di una Chiesa che ha tanto potere di persuasione e di consenso nella società italiana è che conquiste epocali come la legge sull’aborto, sul diritto di famiglia, sulla laicità della scuola sono messe oggi pesantemente in discussione e rischiano di arretrare facendo un balzo indietro di decenni.

E’ mai possibile che nella società italiana gli unici protagonisti del pensiero politico siano i cattolici ed i comunisti e che gli altri sappiano solo fare politiche di piccolo cabotaggio preoccupati solo del consenso elettorale? Dove sono gli eredi di Montesquieu, di Toqueville, di Benedetto Croce, di Gioberti, di Carl Popper. Dove si sono nascosti Ralf Dahrendorf ed Eugenio Scalfari?

Saranno delusi del clima politico stanco e litigioso della scena italiana o il pensiero liberale democratico è proprio tramontato?


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