Recensione - LA PARTITA A SCACCHI e altri racconti

Volume di Paolo Praticò (edizioni Nuova Santelli, Cosenza, 2003, pagg. 125, Euro, 8,00)

di Daniele Zangari


Il mondo moderno, con la sua tecnica, con la sua efficienza, con la sua ricerca spasmodica del profitto, col suo economicismo e il suo eudemonismo, ha dimenticato che esiste una "Realtà" superiore che trascende la materia e tutto l'effimero esistente.

I racconti di Paolo Praticò si inquadrano in questa superiore visione e i riferimenti, velati da un'atmosfera di mistero, si inseriscono in una visione tendente all'acquisizione di una conoscenza superiore e iniziatica.

Il nostro autore è anche psicologo e nella descrizione dei personaggi dei suoi racconti mette in rilievo le profondità nascoste dell'io e scandaglia nel sottofondo della coscienza, tirando fuori le forze latenti e nascoste.

Nel racconto principale "La Partita a Scacchi", il personaggio che emerge è in fondo Luna, la compagna di Igor, contesa in questa partita con l'altro personaggio, Rocco. Ella è un'anima ricettiva che vive in un'atmosfera di sogno, di confine, tra la proiezione delle immagini degli oggetti reali e quelli creati dalla nostra immaginazione. Esiste quindi un mondo che va al di là dei limiti del sensibile.

Nell'autore di questi racconti traspare questa sete di ricerca, di conoscenza verso il sovrasensibile. Il "tempio di pietra", la sua misteriosa storia è il motivo centrale di tutte le vicende del racconto principale. E' questo il mondo diverso e trascendente cui aspira Paolo Praticò. I suoi racconti si inseriscono in un filone di romanzi iniziatici, oggi molto rari, che ricordano nelle grandi linee scrittori inglesi come AIgernon Blackwood e Arthur Machen, tutti e due appartenenti all'organizzazione iniziatica della "Golden Dawn".

Sicuramente vi sono scrittori non profani dei quali si dovrebbe scrivere in termini non profani. Paolo Praticò si può, anche se alla prima esperienza nel genere, annoverare tra questi.

La descrizione dei luoghi per Praticò è fondamentale. Nel villaggio, che è l'universo, le coincidenze non esistono. Tutto avviene perché "deve" accadere, così è stato stabilito. Nel mondo descritto dal nostro autore si agitano angosce e tormenti che non contraddicono certamente il "meraviglioso" e il saper ricreare leggende moderne che non hanno una radice profana.

Ne "La Partita a Scacchi", ad ogni pezzo catturato, stranamente succede una corrispondente scomparsa di persone del luogo. Coincidenze? Poi si scoprirà che gli omicidi si riferiscono a una serie di episodi accaduti nell'isola dove è ambientato il racconto. Il romanzo è intriso di una certa venatura di suspance. Poi, la fine del racconto è tutta da leggere.

La forma espressiva dell'autore si forgia nella ricerca di una tematica da architettare, rivelando una forza di invenzione inusuale. Il processo creativo nasce dal bisogno di abbandonarsi al sogno, facendo emergere dall'inconscio le forme e il contenuto. Riecheggiano in questi racconti considerazioni e fatti vecchi come secoli e, appunto per questo, sempre nuovi e attuali.

L'uomo ama approfondire le sue origini e riflettere sulle vicissitudini della vita, anche in mezzo al torbido dilagare di funeste passioni. "Mille anni", "Il Cinese", "Il Maresciallo" sono echi di questi fatti e di queste passioni. La zingara e la concubina: l'esistenza di due anime che si intreccia con quella di Andrea e di Bernardo. Solo leggendo attentamente questi racconti, il lettore potrà comprendere a fondo il travaglio interiore di queste anime.

L'ideale dell'amore, quale offerta e sacrificio, è il tema centrale di queste esistenze. Ma, l'uno destinato a vivere con la speranza, elevando sempre lo spirito che ne deve ottenere ricompensa; condannato l'altro a morire nel pentimento che deve purificarlo, per rivivere puro in un'altra esistenza.

Perché la vita dell'anima non ha fine quaggiù sulla Terra, ma si sviluppa in altre esistenze dove si realizzeranno i sogni d'amore ispirati da una giusta speranza e affinati nella virtù.

(introduzione tratta dal testo, n.d.r.)

 


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