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In esergo: dentro il letto con il nemico, una riflessione su narcisismo covert maligno (di Salvatore Suraci)


Questa è la storia breve di un viaggio compiuto accanto a una narcisista maligna covert. Grazie alla mia educazione stoica e al mio essere centrato dentro un solido frame costituzionale, senza aver ricevuto alcun danno emozionale, mi sono fatto testimone: l’ho osservata per anni, svelando maschera dopo maschera i sentieri misteriosi dell’anima, scoprendo l’eziologia del male e come difendersi da esso. Condivido questo scritto con tutti coloro i quali sentono il bisogno di capire, di difendersi, di dare finalmente un nome all’origine delle violenze e delle cicatrici che le vittime spesso silenziosamente portano dentro. Essere adescato o illuso di essere amati, per poi ritrovarsi invischiati in una relazione con un narcisista, è come muoversi in una stanza colma di serpenti velenosi: ogni passo porta con sé il rischio di un morso, e ogni riflesso restituito dalle pareti non è che un frammento amaro, deformato e ormai avvelenato della realtà. Agli occhi di chi vive dentro il narcisismo maligno, l’altro non è mai davvero una persona, ma un oggetto da consumare, esaurire, spezzare e poi gettare via, senza rimorsi e senza mai una vera colpa. La loro anima, stretta senza respiro in un’armatura di illusioni, non conosce il peso antico dell’empatia. Ciò che manca, nel loro mondo interiore, sono quei valori che tengono a galla un cuore: ideali dispersi, smarriti nel gelo di antichi dolori mai nominati. Il narcisista di alto funzionamento disfunzionale raggiunge sempre un alto grado di maestria nel manipolare non solo gli accadimenti ma anche i significati a essi connessi, ottenendo come risultato finale la piegatura di ogni voce e interpretazione esclusivamente a proprio vantaggio. Sotto la maschera di pirandelliana memoria sempre educata e ben indossata, in realtà sono abili nel distruggere la reputazione delle vittime, mostrando al mondo un volto rassicurante, mentre dietro le quinte tramano la rovina emotiva di chi si è fidato. Non importa quanto siano cresciuti nel corpo: dentro di sé portano ancora la ferita mai sanata di un’umiliazione antica, sicuramente quella di un adolescente lasciato solo con il proprio vuoto. Si scagliano contro chi osa avvicinarsi con sincerità, usano le parole come lance, incapaci di accogliere una richiesta d’ascolto o una spiegazione autentica. Sul palcoscenico della relazione mettono in scena processi crudeli fatti di accuse, negazioni e falsi giudizi: l’altro viene lentamente smontato, svuotato della sua unicità. Anche l’intimità è solo apparenza: l’atto sessuale, per loro, è una fragile impalcatura che sorregge una visione gonfia e illusoria di sé, mai un vero abbandono, mai un autentico incontro. Si tratta soltanto di cicli ripetitivi di svalutazione, umiliazione e negazione dell’amore romantico, privi del benché minimo rimorso, poiché provano una vera allergia a guardarsi allo specchio. Le vittime finiscono prigioniere in una sofferenza senza nome, costrette a pagare, giorno dopo giorno, pedaggi crescenti sulla strada di una felicità che si allontana. Avendo un corpo adulto, con una scatola cranica vuota e devastata dal dolore per l’umiliazione subita in età puberale, non riescono minimamente a discernere una lamentela da un’esaustiva e genuina analisi psicologica: si dedicano al vilipendio più sfrenato, usano spesso aspre rampogne nei confronti di tutti coloro i quali hanno la sfortuna d’incrociare la loro miserabile esistenza. Proteggersi dal male che un narcisista sa infliggere diventa allora un percorso necessario: il silenzio, il distacco, il no contact sono le uniche medicine possibili, l’unico modo per recuperare e ricucire i lembi della propria anima ferita. A muoverli, a ben vedere, sembrano ombre antiche e malvagie: vari demoni guidano i loro passi nelle buie notti della coscienza. Ognuno di loro, per quanto furbescamente possa comportarsi, perderebbe tutto il suo potere nel momento in cui venisse riconosciuto. Il narcisismo potrebbe non essere una condanna, ma è una dura battaglia che il quattro per cento della popolazione attraversa. I narcisisti dovrebbero osservare il mondo e la natura con più umiltà e rispetto, perché i demoni che li guidano vivono e si nutrono di riflessi: con la sola apertura di una finestra sul mondo e facendo entrare così aria viva e vera, molti di loro svanirebbero come neve al primo raggio di caldo sole.

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