Nidi d’ombra e parassiti astrali (di Salvatore Surace)
Written by Pino Rotta, 22 aprile 2026

È proprio dentro i corridoi sempre invisibili dei corpi sottili, dove il respiro e l’essenza dell’anima sfiorano le trame del nostro destino, che possiamo incontrare antichi nidi d’ombra: luoghi interiori nei quali si
raccolgono pensieri ancora grumosi, emozioni trattenute e memorie che rifiutano di farsi sapienza. Dentro questi nidi albergano presenze simboliche, ovvero parassiti astrali che non appartengono alla carne ma al linguaggio dell’anima; essi banchettano con ciò che resta in sospeso e con tutte quelle emozioni che non trovano né parola né perdono. Il problema sorge quando uno di questi nidi si desta da quello stato torporico: lo spazio fisico non ne viene affetto, ma è nella vibrazione che si accusano i danni più gravi. È
come una crepa su uno specchio interiore che genera riflessi frattali, echi del medesimo squilibrio che destabilizza la nostra zona liminale riapparendo in altri luoghi del nostro essere. Il cammino esoterico insegna che ogni intento per intervenire su questi nidi richiede preparazione, centratura e presenze-guardiane. È molto importante non toccare o forzare un nido senza coscienza; alleati di luce o forze interiori sono i compagni più fidati per custodire il movimento delle ombre quando esse vengono toccate.
Perché se un nido viene forzato senza coscienza, le sue creature simboliche si disperdono come scintille nell’oscurità, cercando nuovi appigli in angoli ancora più profondi e nascosti della nostra psiche. A questo punto il fratello iniziato dovrebbe comprendere che non è suo compito sterminare questi nidi, bensì trasformarli. Non dobbiamo combattere i parassiti come nemici esterni, bensì privarli di ciò che li nutre: energia stagnante, emozione non vissuta, desiderio negato, ferite che reclamano ascolto invece che rimozione. I nidi diventano così segnali, mappe vive che indicano dove la coscienza deve scendere più in profondità per ritrovare un frammento di sé smarrito nell’ombra. Per questo, chi percorre la via interiore
non distrugge i nidi d’ombra: li illumina dall’interno e tramite questa nuova luce stabilisce una nuova e sicura zona liminale. Non uccide i parassiti simbolici: li libera dalla loro funzione di carcerieri, restituendo alla corrente della vita l’energia che custodivano. Non fugge le ombre, ma dialoga con esse finché rivelano il loro vero volto: quello di una stanza ancora buia in un tempio più grande, dove la luce non ha, finora, trovato la soglia d’ingresso.


