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LA DEBOLEZZA (o TRUFFA) DI TRUMP


LA DEBOLEZZA (o TRUFFA) DI TRUMP
(editoriale di Pino Rotta)
A guardare la grande arroganza e l’aggressività ostentata da Donald Trump su tutte le questioni riguardanti la politica estera si potrebbe pensare che l’ottantenne Presidente degli USA abbia e voglia far valere una potenza illimitata per affermare la sua “dottrina” neoimperialista. Di fatto non è così.
Trump è il sintomo di una società malata che in Occidente sta mostrando tutti i segni del suo declino.
In primo luogo guardiamo le condizioni interne agli Stati Uniti. Per essere eletto Trump aveva promesso una sfolgorante ripresa economica basata sul rilancio della produzione manifatturiera e sulla lotta all’immigrazione clandestina.
Oggi, dopo poco più di un anno di presidenza, gli americani si stanno accorgendo che la povertà e la diseguaglianza sono aumentate enormemente. La classe media è sempre più soffocata dai debiti, i poveri sono spinti ai margini della vita civile e il contrasto all’immigrazione clandestina si è trasformato in un assalto ai diritti civili e ai principi della stessa Costituzione americana. Di fatto negli USA è in atto una guerra civile strisciante. E a poco vale il bavaglio che con ricatti e cause miliardarie Trump cerca di mettere ai mezzi di comunicazione, anche se i social di Musk e Zukenberg cercano di censurare le notizie queste comunque passano e le città americane in guerra le vediamo ogni giorno. Come vediamo i famigerati Agenti dell’ICE, reclutati con un bando su X e senza alcuna formazione e legittimazione formale, e le squadre di nazisti che fanno le ronde nei piccoli Stati interni come l’Illinois, sotto lo sguardo distratto della Polizia.
Gli unici a beneficiarne sono i multimiliardari che hanno visto triplicare i loro profitti, compresi quelli della famiglia Trump.
E già ci sono segni di capovolgimento politico interni. I Democratici vincono le elezioni in città e Stati importanti come New York, Miami, Virginia e California (da sola di fatto rappresenta la prima potenza economica americana!) e i sondaggi fanno intravedere una perdita della Camera nelle prossime elezioni di medio termine.
Allora perché Trump sfida sotto i riflettori paesi di mezzo mondo?
Proprio la crisi interna cerca di essere messa a tacere con la forza dello “stato di guerra”. Quando il Paese è in guerra nessuno può alzare la testa! Peccato per Trump che il 65% degli americani non sia d’accordo!
La bolla finanziaria. Trump appoggia terroristi come Netanyahu, come Amhad Al-Shara’ l’ex capo jadista che proprio con l’appoggio di Trump oggi governa la Siria e fa strage di curdi. Attacca Maduro in Venezuela (Stato debole del Sud America), fa un accordo neanche troppo nascosto con Putin contro l’Ucraina, e minaccia l’Iran con lo spauracchio della guerra “di liberazione” che gli iraniani non vogliono. Minaccia di occupare militarmente o di fatto la Groenlandia, dove già operano imprese americane, finanziate dalle BigTech per l’estrazione di metalli strategici.
Perchè fa tutto questo? Bisogna guardare al mercato finanziario globale per capire questo scenario.
Se si ricorda l’Italia della Meloni qualche mese fa lanciò l’allarme sull’oro (anche se il 30% dell’oro italiano è nei depositi americani ma la Meloni non ha il coraggio di ritrarlo come hanno fatto altri Stati europei e non solo. Il petrolio del Venezuela è importante ma difficile da estrarre e ha bisogno di troppi investimenti e tempo! Invece l’oro del Venezuela che stava prendendo il largo verso la Cina (non droga o petrolio ma ORO!) è lì pronto per essere preso!
E Trump ne ha bisogno come l’ossigeno perché ha un deficit finanziario pari al 120%!!! Trilioni di dollari che oggi sono carta straccia perché non hanno garanzie adeguate nelle riserve aurifere americane. Se la Cina e gli altri Stati europei, come appunto l’Italia dell’amica Meloni, dovessero ritirare i loro depositi, o se si concretizzasse il distacco del commercio mondiale dal dollaro per essere convertito in moneta digitale (come di fatto stanno già facendo Cina e Unione Europea) e come hanno tentato di fare i Paesi del Sud America e del BRICS+, Trump porterebbe gli Stati Uniti alla bancarotta!
I suoi amici multimiliardari lo sanno e tremano per questo, a cominciare da Israele, lo appoggiano e lo spingono a mantenere il caos nel mondo. Ma la guerra costa e, guardando alla Cina, tutti sanno che non conviene agli affari.
Questa è la “Tigre di cartone” col ciuffo arancione made in USA! Una tigre pericolosa per la civiltà e la democrazia, ma una tigre con gli artigli ormai logorati.

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