Iran. Analisi di un conflitto sociale (a cura del Prof. Antonio Badolato*)
Written by Pino Rotta, 16 marzo 2026
La campagna di repressione ordinata dal regime contro le proteste in Iran cambia a seconda delle città e delle giornate. Questa è una ricostruzione fatta con le informazioni che filtrano attraverso il blocco di internet e con quello che sappiamo delle manifestazioni popolari aggredite negli anni precedenti.
A volte gli uomini del regime sparano contro i manifestanti disarmati ed è la scelta più violenta possibile per disperdere i cortei di protesta. Questo spiega i video con decine di cadaveri e perché il numero di persone uccise, confermato da testimoni sul posto all’agenzia di stampa iraniana Human Rights Activists News Agency (HRANA), che lavora fuori dall’Iran, è arrivato a oltre 500 in 16 giorni di manifestazioni.
Il numero reale delle persone uccise potrebbe essere più alto. L’agenzia scrive di avere più di 500 notizie di altre uccisioni ancora da verificare. Nelle immagini del 9 gennaio che arrivano da un solo obitorio a sud di Teheran ci sono 180 cadaveri. Martedì una fonte interna all’apparato iraniano, rimasta anonima, ha detto a Reuters che le persone uccise sono almeno duemila.
A volte ci sono scontri a fuoco tra gli agenti delle forze di sicurezza e uomini armati che partecipano alle proteste. Secondo media vicini ai Guardiani della rivoluzione, il corpo militare che in Iran è più potente dell’esercito, 114 tra poliziotti e militari sono stati uccisi finora in questi scontri in tutto l’Iran. L’agenzia HRANA scrive che sono 133. Amnesty International in una nota denuncia che “sulla base di video verificati e di informazioni attendibili provenienti da testimoni oculari, sono in corso in Iran uccisioni illegali di massa di dimensioni senza precedenti, mentre prosegue la chiusura di internet imposta dalle autorità l’8 gennaio allo scopo di nascondere i propri crimini”. L’organizzazione per i diritti umani sottolinea inoltre di aver sollecitato gli stati membri delle Nazioni Unite “a riconoscere che la perdurante impunità di sistema per i crimini commessi dalle forze di sicurezza iraniane nelle attuali e nelle precedenti proteste ha rafforzato le condotte criminali delle autorità iraniane”.
* Prof. Cav. Cap. (c.do) Antonio Francesco Badolato Storico specializzato in Geopolitica e Sicurezza Globale, professionista con una carriera pluriennale nei settori: Geopolitica, Formazione e Sicurezza. Laureato in Economia e Commercio (indirizzo Economico-Pubblico) ed in Scienze dell’Organizzazione (indirizzo Bancario).


