Mentre la Terra brucia si continua a fare solo polemiche
Written by Pino Rotta, 19 luglio 2026
C’è una differenza tra Metereologia e Climatologia. E basterebbe riflettere su questa differenza per smetterla con le sciocche valutazioni “da bar” che spesso sentiamo anche da personaggi responsabili delle scelte politiche ed economiche a livello nazionale ed internazionale. La Metereologia è notoriamente una scienza basata sull’analisi dei fenomeni “caotici” (stocastici) secondo la cui teoria (anche se negli ultimi decenni l’avanzamento scientifico e tecnologico ha portato questa scienza ad essere sempre più precisa) è basata su modelli probabilistici. Piccoli fenomeni locali che si verificano anche a migliaia di chilometri possono determinare effetti come processo di causa effetto (cosiddetto “effetto Batterfly”). Come vedremo, negli ultimi 150 anni questi “fenomeni occasionali” sono statisticamente aumentati in percentuale consistente. La Climatologia invece è una scienza molto più esatta è documentata. Negli ultimi 400 mila anni il clima ha subito un innalzamento delle temperature correlato all’aumento delle emissioni di anidrite carbonica nelle quote più alte dell’atmosfera. Questi innalzamenti sono documentati scientificamente e hanno avuto un’oscillazione in base alle ere di glaciazzazione (diminuzione dell’anidride carbonica) e deglaciazione (aumento dell’anidride carbonica. Per riscontrare un aumento della temperatura simile a quello dei nostri giorni dobbiamo tornare indietro di circa 8000 anni, da allora in poi le temperature globali sono scese fino all’arrivo dell’uso dell’energia da combustibili fossili. Il problema, come possiamo osservare nei grafici pubblicati dal Met Office
(grafico allegato), è che negli ultimi 150 anni l’aumento delle temperature ha avuto un’impennata mai registrata nei precedenti 400 mila anni! Facendo registrare un aumento globale di 1,2 gradi che si è concentrato soprattutto negli ultimi 50 anni ed è scientificamente correlato all’aumento di emissione di anidride carbonica dovuta soprattutto all’aumento dei combustibili fossili (carbone, petrolio) e alla deforestazione di grandissime parti del pianeta. Quello che l’arroganza del faraonico Trump e dei suoi piccoli omologhi sparsi per il mondo tende a far ignorare è che l’ultima piccola glaciazione si è verificata nel XVII secolo ed è durata nel nord del Pianeta quasi fino al 1800. Dovrebbe ricordare il Nuovo Faraone che se oggi la sua ideologia MAGA esiste questa è dovuta alle migrazioni causate dalla piccola glaciazione del 1600. Fu il secolo infatti in cui le carestie e la fame spinsero migliaia di disperati a lasciare i paesi del Nord Europa, soprattutto l’Irlanda, guidati dai fanatici religiosi evangelisti “I Padri Pellegrini” che portarono nel nord del continente americano il puritanesimo, il fanatismo religioso e i roghi contro le donne che osavano emanciparsi. Ecco il clima ha prodotto tutto questo e bisognerebbe insegnarlo meglio nelle scuole smettendola di raccontare sciocchezze a fini propagandistici. Fatte queste premesse, è proprio vero che non si può porre rimedio ai danni dell’aumento delle temperature? Ancora una volta la scienza ci viene in aiuto. Si può fare molto e bisognerebbe farlo subito. Innanzitutto è necessario un impegno su scala nazionale e poi globale per cessare l’uso dei combustibili fossili e passare alle energie pulite e rinnovali. Il problema è politico imposto dagli immensi interessi economici a cui sono correlate le campagne di propaganda demonizzante verso i movimenti ambientalisti. Esistono tecnologie e materiali molto economici per produrre su scala macroenonomica energia solare, idrogeno, energia geotermica. Se non si mettono in campo è perchè le multinazionali del petrolio, del carbone e del gas sovrastano la sovranità nazionale e bloccano questa conversione. Ma esistono anche rimedi che messi in scala potrebbero rendere meno gravi le condizioni di vita nelle città dove i picchi di calore ogni anno producono migliaia di vittime e di malori. Aumentare le aree verdi nelle città, rendere pubbliche e ottimizzate le risorse idriche (pensiamo all’aberrazione del “piccolo Trump” argentino, Milei, che vende uno dei più grossi fiumi del paese ad una multinazionale americana!), adottare sistemi di costruzione che ottimizzino molto più di quanto si fa oggi l’uso di materiali ad alto rendimento di risparmio energetico, favorire l’uso dell’energia solare per l’illuminazione pubblica nelle strade, negli uffici, nelle scuole, nelle caserme, oltre che adottare una politica di maggiori incentivi per l’uso del solare per le abitazioni civili o far funzionare davvero la raccolta differenziata e il riutilizzo di materie riciclabili stroncando le speculazioni e le truffe che, soprattutto in Italia, mettono insieme il problema del riciclo con gli interessi della criminalità organizzata. Nel giro di qualche anno, l’insieme di queste misure potrebbe se non risolvere del tutto, almeno attenuare in modo considerevole gli effetti del riscaldamento globale. Sono scelte politiche. Non un fato calato dal cielo!


