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Social e Minori. I divieti sono solo propaganda


In molti paesi, anche europei, l’ultimo è la Francia, si stanno avanzando delle proposte di legge o addirittura delle leggi che vietano l’uso dei social media ai minori, ai minori di quindici anni, di tredici anni. Questa è una politica che è molto comoda per gli adulti perché praticamente salvano un pochettino la faccia, ma è del tutto inutile per quello che riguarda l’uso dei social media da parte dei minori. Si dirà che queste leggi, questi provvedimenti, questi divieti servono per tutelare i ragazzi, le ragazze dalla visione di siti pornografici, dall’accesso a chat che possono essere rischiose. E’ vero e l’Europa ha un impianto normativo, l’AI Act, che è veramente all’avanguardia su questo, ma è un regolamento.

Il problema non sono i regolamenti, non sono i divieti che i ragazzi sanno benissimo come agirare, non dimentichiamoci che quando una cosa è vietata per i ragazzi è uno stimolo proprio a sfidare il divieto ad aggirarlo e ci sono riusciti, ci sono riusciti in Australia, ci sono riusciti in Gran Bretagna, ci sono riusciti in Svezia, in Canada, ci sono riusciti in tutti quei paesi che hanno tentato di imbavagliare la rete con il tentativo di sottrarne l’accesso ai minorenni. La verità è che per i minorenni è necessario quello che non si sta facendo, non si sta facendo soprattutto in un paese come l’Italia. Non si sta facendo l’educazione affettiva nelle scuole, non si sta facendo una campagna veramente importante e capillare di coinvolgimento delle famiglie per educare i ragazzi al rispetto delle donne, al rispetto dei corpi, al rispetto della propria dignità e di quella degli altri. L’educazione è l’unica forma per evitare che poi i ragazzi e le ragazze, guardando certe scene, possano immaginare che il mondo reale sia così. Noi sappiamo che non è così, il porno non è una realtà è soltanto una finzione ma i ragazzi spesso non lo sanno perché sono disinformati. Le chat sono pericolose ma bisogna spiegare ai ragazzi come proteggersi dalle chat è inutile mettere un’età di sbarramento perché i ragazzi la superano. Bisogna spiegare che cosa avviene nelle chat, bisogna educare i ragazzi e le ragazze ad avere maggiore rispetto di sé stessi, maggiore rispetto delle donne, dei corpi, dei sentimenti e poi cercare di avere una società meno violenta perché la pornografia e le deep-chat sono in effetti né più né meno che violenza.

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