Emergenza migranti 2011-2012. Assolto il direttore Salvatore Mazzeo
Written by Helios Magazine Redazionale, 16 settembre 2026
In una nota diramata dall’ avv. Mario Plutino, difensore del dott. Salvatore Mazzeo, dirigente della Protezione Civile Calabria nel periodo 2011-2012, all’epoca del Commissario delegato dal Governo azionale Prefetto Gabrielli, si legge il testo della sentenza n 129 del 2026 della Corte dei Conti sezione centrale appelli che ha deciso sulla responsabilità amministrativa contabile del soggetto attuatore e dirigente della Protezione Civile Calabria che ha gestito l’emergenza migranti dichiarata negli anni 2011/2012 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. La sentenza ha accertato la correttezza e trasparenza amministrativa della gestione del dott. Mazzeo, il quale durante il delicato e difficile incarico di gestore dell’emergenza si è costantemente interfacciato con il commissario delegato di governo prefetto Gabrielli,
con la Corte dei Conti sezione Controllo Calabria. La sentenza ha chiarito l’assenza di qualsivoglia reato con la Procura della Repubblica di Catanzaro durante il suo interrogatorio ed ha applicato la prescrizione perche’ per norma processuale la Corte ha provveduto a scrutinare la “ragione piu’ liquida ” affermando che l’azione di responsabilità, tenuto conto del comportamento trasparente del dott. Mazzeo, è prescritta anche con l’applicazione della vecchia legge, poiché la nuova non fa altro che codificare un indirizzo giurisprudenziale già applicato dalla Corte dei Conti. Infatti con sentenza n 104 del 2024 la Corte dei Conti sezione centrale, sul processo stralcio del principale trattato con la sentenza di pochi giorni fa, aveva già ” assolto ” il dott. Salvatore Mazzeo con le medesime motivazioni. Nella nota dell’avv. Plutino si legge che il dott. Salvatore Mazzeo ha interesse a ribadire la bontà del proprio operato in un quadro di emergenza che è stato molto difficile da gestire e solo grazie alle frequenti interlocuzioni con tutti gli organi di controllo e l’assenza di qualsivoglia condotta volta ad occultare fatti e documenti si è potuto raggiungere l’importante obiettivo di provare l’assenza di responsabilità amministrativa per il presunto danno che la sentenza di primo grado aveva computato in 5 milioni di euro oltre interessi e rivalutazione monetaria.


