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VATICANO: UNA MONARCHIA ASSOLUTA CHE GOVERNA L’ITALIA


Roma. Porta Pia

Saranno passati 151 anni il 20 settembre 2021 da quando i Bersaglieri varcarono Porta Pia riunendo finalmente Roma all’Italia. Nonostante Roma fosse conquistata, la cosiddetta “Questione romana” fu conclusa con l’accordo fascista del 1929 i cosiddetti Patti Lateranensi. 1929, questo è l’anno di nascita dello stato Pontificio. Il regime fascista, oltre ad una somma di circa 60 milioni delle lire al valore dell’epoca (oggi parleremmo di 300 miliardi di euro!), da la piena proprietà dell’area dove sorge il Vaticano, e la proprietà di tutti gli edifici religiosi o connessi alle parrocchie e il diritto di aprire scuole e università cattoliche e cliniche mediche in tutta l’Italia (oggi un valore equivalente a circa 2000 miliardi di euro!) nello stesso periodo Mussolini riduceva i salari dei lavoratori del 20%.
Il Vaticano (la cui ispirazione dovrebbe essere il Vangelo di Cristo, ha le sue leggi, il so Codice penale e abolì la pena di morte solo nel 1981 e la cancellò dal Codice penale solo nel 2000. Una Monarchia assoluta che, grazie all’interesse di un regime fascista, fece inserire l’impossibilità di modificare i Patti Lateranensi senza l’accordo unanime di entrambe le Parti!
Oggi lo Stato Italiano continua a elargire per il mantenimento del clero e dei beni ecclesiastici circa 7 miliardi di euro ogni anno!
L’immenso potere economico e quanto ne deriva dalla gestione del potere in termini di gestione occupazionale e gestioni finanziarie e immobiliari, ha di fatto assoggettato tutte le forze politiche (scomparso lo sparuto drappello di forze laiche e socialiste e la scomoda figura di personalità coma Aldo Moro e Bettino Craxi) è così forte da estendere a voce tonante il proprio volere dal più piccolo Comune fino al Parlamento nazionale.
Oggi con il gesuita Francesco, il Papa “simpatico” che non disdegnava favori ai dittatori argentini del calibro di Videla e il suo predecessore Woytila che addirittura amava farsi ritrarre in compagnia del dittatore assassino del Presidente cileno Salvador Allende, con la magistrale e consolidata capacità di gestire la comunicazione pubblica e privata (i Gesuiti nella comunicazione e nella diplomazia non hanno mai avuti rivali!) fa da contraltare alle politiche sempre più reazionarie della chiesa cattolica.
E questa capacità che dura da decenni per la sudditanza bipartisan della classe politica italiana (con rare ed ininfluenti personalità che appartengono ormai al secolo passato!) è molto utile quando si tratta di distogliere la mente della gente da scandali e atrocità compiute nelle “zone grigie o meglio nere” delle stanze pontificie.
Solo per dare un accenno pochi sanno che “il diavolo in persona” il famigerato Licio Gelli sospettato di tutti i crimini più atroci dal dopoguerra agli anni di piombo, scappato e rifugiatosi in Argentina dove tramava con regimi fascisti e servizi segreti di tutto il mondo, nel 1974 rientrò in Italia senza troppo clamore, con passaporto argentino, quale Addetto Culturale presso la Santa Sede, il Vaticano appunto. E per non farla troppo lunga, perché siamo ormai alla cronaca, non c’è una sola indagine (non solo per pedofilia) per collusione o connivenza mafiosa in cui non siano coinvolti, spesso già giudicati e condannati, rappresentati della chiesa e qualche massone, che dalle cronache giudiziarie però si evince che abbia agito per interessi personali e per conto proprio. Ma i titoli delle grandi testate quasi quotidianamente riportano in prima pagina le trame delle “massomafie” ovviamente non siamo ancora a conoscenza (tranne un paio) di nomi e delle appartenenze di questi lestofanti, mentre conosciamo bene quelli dei monsignori da Marcinkus a quelli che gestiscono ancora oggi centinaia di milioni e in qualche caso favorendo il riciclaggio del denaro mafioso attraverso canali sofisticati che, guarda caso!, portano ad esempio ai Cavalieri di Malta o altre “prelature papali”. Solo per dovere di precisione, la prelatura papale risponde solo ed unicamente al Papa e a nessun altro organo della chiesa.
Ma queste sono storie che si possono leggere sui libri, lo stesso Gelli nel suo “Io Venerabile” (testo che può essere considerato una pur limitata confessione in punto di morte) racconta questi episodi e i suoi collegamenti con la CIA, con il Vaticano e con altre organizzazioni genericamente riportate con le sigle P2, P3, P4… mentre quello che non stupisce e non scandalizza è l’insipienza dei politici italiani, a qualunque livello e di qualunque appartenenza.
Ma questo proposito gli attuali politici ed i politicanti lo sanno bene: scherza coi fanti ma lascia stare i santi!!! E loro buoni buoni stanno agli ordini e a capo chino davanti ad una Chiesa sempre più invadente e influente e non solo in Italia, come si può vedere in Polonia e in Ungheria, più che alla parola evangelica, rispondono al sempreverde motto: Dio, Patria e Famiglia!

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