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Afganistan: Missione compiuta! (di Pino Rotta)


Venti anni di cinica e sanguinaria propaganda. Questo è il risultato che ci giunge,  dalle insanguinate e sempre più radicalizzate terre dell’Afganistan e solo ai più sciocchi o menefreghisti, a parte gli opportunisti speculatori, non appare chiaro.

L’errore peggiore però sarebbe quello di guardare questo disastro umanitario, questa disfatta delle Istituzioni internazionali, come ONU e Parlamento Europeo, solo con gli occhi rivolti a Kabul. Questa politica che gli Stati Uniti d’America hanno imposto con la propaganda e con la guerra è più vasta e più vecchia.

Dobbiamo necessariamente cominciare ricordando, girando lo sguardo al 1983, la storica stretta di mano, che sanciva appoggio e sostegno da parte degli USA del Presidente Regan, a Saddam Hussein. Era la “pacca sulla spalla” per aver attaccato e mantenuto una guerra che dal 1980 al 1988 lasciò sul terreno di confine tra Iran e Iraq oltre un milione di morti e il definitivo genocidio dei curdi.

Quella guerra fu sostenuta, contro la posizione dell’ONU, da USA, URSS, Francia e Regno Unito. Saddam era l’eroe che solo pochi anni dopo venne processato e condannato per crimini di guerra per l’uso di gas mortali durante quella stessa guerra! Israele, inspiegabilmente, appoggiò l’Iran dello scià!

Ma alla fine l’alleato Saddam, diventato troppo potente, divenne il nemico e capro espiatorio della guerra sostenuta e combattuta per conto degli occidentali.

L’occasione del primo colpo alla stabilità del fronte che va dal Pakistan alle sponde dell’Atlantico, comincia con la Prima Guerra del Golfo. Il successore di Regan in quel momento era Bush padre. Nel 1990 Saddam invade il Kuwait sicuro che nessuno si sarebbe opposto, essendo il Kuwait filorusso. Sbagliava! In poche settimane Bush organizza la Guerra di “liberazione” del Kuwait! Da quel momento gli americani non andranno più via dal territorio di scambio petrolifero all’epoca più importante al mondo.

Intanto, approfittando dell’impegno delle superpotenze sul fronte iracheno, Israele inasprisce l’oppressione della Palestina e favorisce la radicalizzazione della resistenza di Hamas in tutto il territorio dal Libano a Gaza, indebolendo e favorendo l’isolamento di Arafat che, con alterne vicende, stava tentando di ottenere una indipendenza concordata della Palestina.

La radicalizzazione politica da vita ad una miriade di cellule estremiste che presto si organizzeranno non più in nome della resistenza filirussa all’Occidente ma nel nome di Hallah! Nascono, con l’appoggio degli USA i terroristi di Al Qaida. Da questo momento i misteri si intrecciano e si infittiscono fino ad arrivare al  tragico 11 settembre 2001 con l’attacco alle Torri Gemelle.

I rapporti tra Saddam Hussein ed Al Qaida sono il pretesto nel 2003 per la Seconda Guerra nel Golfo giustificata dalla volontà di “esportare la democrazia”! In Afganistan ci sono già nel 2001 piccoli contingenti americani, ma Bin Laden non vene mai trovato. L’Iraq è sotto il controllo USA: missione compiuta.

Ma quali sono gli interessi che fanno agire gli USA, prima con la propaganda reganiana e poi con la guerra, con l’appoggio fondamentale soprattutto dell’Italia di Berlusconi, la Polonia di Kaczyńskie, del Regno Unito di Tony Bair? Non partecipano la Francia e la Germania che hanno altri interessi. Soprattutto la Francia sul fronte nordafricano, con il corrotto e poi condannato presidente francese Sarkozy, impegnata anche in Siria e successivamente in Libia?

L’Europa deve morire!

Il primo obiettivo, ottenuto grazie al tradimento dei paesi europei più importanti, era quello di impedire che nascesse l’Unione Europea a 27 (fino al 2000 prima potenza industriale al mondo!) e cancellare l’asse euromediterraneo (Africa un continente con immense risorse e un potenziale mercato privilegiato per l’Europa). Un obiettivo che gli americani non accettano e anche i russi guardano con timore.

La storica alleanza tra Francia e Germania però riesce a fare raggiungere l’obiettivo. L’Europa nel 2005 si allarga, 25 paesi e nel 2007 diventano gli attuali 27 paesi.

Fallito il braccio di ferro e la propaganda gli USA e la Russia cercano di mantenere comunque un’influenza sui “nuovi membri” dell’Unione Europea sostenendo finanziariamente governi fantoccio, a cominciare dagli ex paesi del blocco comunista ormai caduto. La Russia è un rischio ma fino alla caduta di Eltsin e il colpo di stato che cacciò Gorbaciov e l’avvento di un uomo di paglia, il Presidente Luk’janov, non rappresenta una minaccia. Solo nel 2012 lo “Zar Putin” riporta la Russia con prepotenza nello scacchiere delle superpotenze.
Intanto però scoppiano i conflitti islamisti in tutti il Nord Africa e in Medio Oriente. Il Progetto Europeo è morto! E fino a quando ci saranno guerre dal Caucaso all’Atlantico non potrà rinascere!

La Cina intanto diventa potente, tanto potente da comprare un terzo del debito pubblico americano e lanciare un programma di sviluppo interno senza precedenti e un’influenza nei paesi del Sud Sahara e del Pacifico che la farà diventare la vera potenza economica in grado di imporre le sue regole al mondo!
Ma gli americani hanno ora il tempo di riprendersi economicamente e militarmente lasciando che le guerre da loro volute e gestite, ricadano adesso, prima di tutto sulle popolazioni dei paesi che vivono la guerra, la fame e l’avanzata islamista, sull’Europa (senza più Regno Unito),  alla Russia e alla Cina, che rimangono sempre osservati speciali degli USA. Perché l’Afganistan non è una sconfitta per gli americani? Perché il loro obiettivo è stato raggiunto: Missione compiuta!

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