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Viaggio di una foglia romanzo di Maria Antonietta Viero


Maria Antonietta Viero non parla di sé o dell’Altro, magari pensando di parlare la lingua di sistema. Sua è la prova di scrittura civile. La testimonianza autentica è il ricordo senza più copertura. Come vola questa foglia nel suo viaggio. Non è mai scesa dall’onda, dal campo volante, su cui viaggia Breganze, il Moro, la Femena, la Piccola e gli altri attanti del sogno e della dimenticanza.

Subito la linguistica di Maria Antonietta Viero, la sua specificazione linguistica, la sua precisione linguistica, senza rispetto per la grammatica dello spirito. Gli pneumatici del potere hanno cercato tutta la vita di gonfiare e sgonfiare l’onda della più bella. Più bella di chi? Delle altre? Quali altre, riunite in sedizione, hanno testimoniato per lei, in tutta la loro civiltà? “Più bella di noi?” hanno detto le oche alla fiera del fico? E intanto la foglia viaggiava e viaggia e viaggerà ancora e ancora. Non c’è nessuna altra Maria Antonietta Viero nella repubblica delle lettere e della poesia. Il paragone è impossibile.

La testimonianza è incompatibile con la precettistica sociale. Nonostante la laurea in filosofia, la foglia non ha imparato nulla dalla società della specularizzazione e dello spettacolo. Nonostante la foglia sia sfilata in passerella e sulla copertina di Vogue, non è nata imparata e non ha mai imparato nulla del sociale misurato, regolato, canonizzato, squadrato e squartato. La tentazione intellettuale ha volto altrove l’attenzione di Maria Antonietta Viero: Il viaggio di una foglia! Non il viaggio dei papaveri, non il viaggio della rosa, non il viaggio del tulipano, non il viaggio del giglio. È solo una foglia! Scommettiamo che cadrà subito? L’ho vista cadere! Ma non è la stessa foglia che non è mai caduta? Ma chi si crede? Cadrà come tutte! Ma tutte non scrivono come Maria Antonietta Viero. Nessun altra scrive come lei.

Disperata l’oligarchia mondialista cerca da millenni il gruppo di omologia e di omotopia fra la il granello e le galassie, fra la goccia e gli oceani. E quali perle non dà ai porci la foglia? Il granello e la sua specificazione linguistica. La goccia e la sua precisione linguistica.

Nel suo racconto e nella sua favola, nella sua novella e nel suo romanzo poetico, imprenditoriale, sessuale, la foglia si sdimentica dell’orso e del toro, spalanca l’albero alla scrittura pragmatica, al programma della clinica senza più pazienti.

Nel quaderno della foglia la narrazione trova la piega e si scrive, è la lezione per ascoltare e per intendere. Ciascun elemento della vita è degno: e la ballata della vita che Maria Antonietta scrive vola come lucciola spinta dal fuoco fatuo.

La lussuria alinguistica di Maria Antonietta Viero è arte della trama e dell’ordito, degli assi dell’esperienza che mai si scriveranno sul piano posizionale e negazionale. La sua musica è scritta sulla carta intellettuale e omaggia la vita, non omaggia nessuna sua riproduzione sociale.

La foglia non inizia il viaggio e non lo finisce. L’onda è intemporale e il tempo è apertura e squarcio per l’onda stessa, che non è mai la stessa. Nessuna fisica e nessuna metafisica dell’onda. La foglia è il calepino del viaggio. La foglia è indice dell’albero della vita, di cui ha orrore l’albero della morte e del nulla, l’albero della conoscenza. L’albero standard e canonico. La foglia cade, fugge, s’inaria, ma non cade mai fuori, non fugge fuori, non spira fuori. Volteggia la foglia? Gioca a pallacanestro? Sfila in passerella? Vende chiffon di seta e rasi pregiati? Scrive? Ricerca e approda?

La foglia non ha nessun destino assegnato. La foglia cade, s’invola, s’inaria? Si dispone ai frutti dell’esperienza, ai tesori della memoria, alla conclusione felice.

Scrittrice, imprenditrice, brainworker. Maria Antonietta Viero, nata a Breganze (Vicenza), vive e lavora a Padova. Dottore in filosofia, è stata campionessa d’Italia di pallacanestro e mannequin d’importanti stilisti italiani. Attualmente svolge la sua attività nel settore della moda, con un suo show room a Padova.

Il libro Viaggio di una foglia (Di Felice Edizioni, 2021) è il secondo romanzo di Maria Antonietta Viero dopo La ballata del Moro Canossa, edito da Spirali e numerosi racconti e poesie pubblicati in varie riviste. Sue poesie sono contenute anche nell’antologia di poeti italiani, Una furtiva lacrima. Poeti al tempo del dolore, uscita recentemente in libreria e nell’antologia Poeti per Dante, che uscirà a breve da Di Felice Edizioni.

Di recentissima pubblicazione è il libro di sue poesie Rugaciune si alte versuri, (Preghiera e altri versi), tradotte da Alexandru Macadan, edito dalla casa editrice rumena Cosmopoli.

In Viaggio di una foglia, l’autrice prosegue l’esplorazione della questione famiglia cominciata nel libro precedente, che qui si avvale anche del contributo di altri personaggi che entrano nel suo racconto. Con la metafora del viaggio di una foglia è proposta l’analisi dei ricordi, delle vicende, della storia della famiglia che si traspongono negli elementi di valore, nel loro viaggio dalla fiaba, alla fabula, alla saga della famiglia. Così, l’amicizia diviene dispositivo di valore della vita e gli amici si aggiungono alla saga della famiglia impensabile, dove conta ciò che resta e la materia della sua scrittura.

Intensa e lirica, aspra e solenne è la lingua di Maria Antonietta Viero.

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