L’Unione Africana, Utopia o realtà?

Di Oscar Carchidi (consuls@free.fr)
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 Le notizie della nascita effettiva dell'Unione Africana, è quasi passata inosservata in Francia,  dove i media sono stati piuttosto “concentrati" sul summit mondiale sullo sviluppo durevole che si è tenuto fra 26 agosto e il 4 settembre 2002.  Eppure proprio in questo stesso paese, Sud Africa, a Durban, che questa organizzazione, l’U.A., ha ottenuto il battesimo definitivo il 12 luglio di questo anno.  Sembra paradossale che ciò sia stato voluto, è stato lanciato e sostenuto stato dal Capo di Stato libico, Mouammar Gheddafi, per sostituire la vecchia Organizzazione dell’Unità Africana (OAU) che era nata in 1963, ma che con il passare degli anni era diventata piuttosto un club per i dittatori o apprendisti dittatori, giunti al potere grazie a dei colpi di Stato, con o senza benedizione delle altre potenze mondiali per continuare così, tranquillamente e senza vergogna a saccheggiare il continente nero. L’OUA è diventata così  l’ombra di sé stessa. E, piuttosto che riorganizzare un'unione morente, tanto valeva crearne una nuova. Gheddafi è riuscito a convincere la maggior parte dei suoi colleghi influenti. Nel mese di marzo del 2001, a Lusaka, nello Zambia, durante il per il 37° summit, anche se fu un atto puramente formale, è stata presa la decisione di dar vita ad una vera Unione Africana, dotata di strutture moderne che tendono sempre più verso la democrazia. E sebbene ciò non è scritto in nessun posto e che nessuno lo ammetta, tuttavia è riconosciuto apertamente, i vari organi dell’organizzazione neonata hanno una marcata rassomiglianza con quelli della nostra Unione europea.  Non dovrebbe essere dimenticato che in seguito alla nascita dell’U.A., nasce la C.E.E. 

L’OUA, durante i suoi trent’anni di vita, non ha condannato mai, nemmeno a parole i misfatti commessi da personaggi come Idi Amin o Jean-Bedel Bokassa.  Nè ha fatto mai alcun tentativo di impedire i molti  genocidi che hanno praticamente distrutto intere popolazioni.  Né è mai intervenuta per impedire i massacri in Sierra Leone o in Somalia.  Così quasi nessuno protesta per la morte dell’O.U.A.  L’O.U.A. è morta, viva l’U.A. 

È tuttavia innegabile che problemi di massima priorità si sono fatti immediatamente sentire.  Il più significativo è senza alcun dubbio il fatto che la nuova organizzazione deve creare nella sua classe dirigente una nuova cultura:  quella delle responsabilità e dei compiti da eseguire anziché la pratica abituale stile ’"Ancien Régime", ossia l’impunità per tutti, qualunque sia la gravità del fatto commesso. Nessuno dimentica per esempio che il debito endemico, rinnovato e peggiorato come quello dello Zaire era uguale alla fortuna personale di Mobutu, a cui nessuno nel mondo ha mai chiesto conto. È necessario quindi che gli articoli dell’Atto di Fondazione dell'Unione africana abbiano un senso reale per coloro che vogliono diventare i suoi difensori. Cinquantatre paesi del continente africano si sono uniti per questa nuova esperienza.  Con un mercato di circa  settecento milioni di persone questo costituisce una possibilità per ogni individuo, considerando che più di trecentoquaranta milioni di individui vivono con meno di un dollaro al giorno, senza contare l'alto tasso della mortalità infantile e di una speranza di vita media che non supera i 54 anni!  Meno del  60% degli africani hanno accesso all’acqua potabile. Altri mali devono essere risolti nei limiti di periodi ragionevoli se la nuova organizzazione desidera acquistare credibilità nei confronti delle autorità internazionali.  Molti dirigenti africani hanno sostenuto ultimamente che la nuova organizzazione dovrebbe essere più efficace e pronta risolvere i problemi socio-economici che l’Africa conosce oggi. Certo gli obiettivi sono ambiziosi e, nell’euforia di questa nuova nascita, può essere che i creatori mettono la barra troppo su, ma è meglio desiderare troppo, che essere soddisfatti della routine miserabile che ha prodotto tanti danni.  Quelli che conoscono l’Africa lo possono testimoniare. 

Alcune critiche sono evidenti: qualcuno effettivamente si domanda quale è l'intenzione reale di Gheddafi, promotore di questa organizzazione.  Interrogativo che può rimanere senza risposta, perché come abbiamo detto, i vari organi d'ora in poi sono strutturati in modo tale (Parlamento, Commissione ecc) da rappresentare una barriera insormontabile per chiunque volesse impadronirsi del potere.  Un lungo adeguamento è necessario perché gli Stati arrivino a cedere ai corpi esecutivi di questa Unione una parte delle loro prerogative. E allora? I paesi europei, come si comportano nei casi simili?  Per costruire una nazione occorrono dei secoli… quanto tempo sarà necessario per costruire un continente?  Se si desidera realmente aiutare questo continente che è stato sempre saccheggiato da tutte le potenze del mondo, sarà necessario un gesto generoso da parte proprio di queste potenze, come riconciliazione, lanciandosi in una vera campagna di solidarietà.  L’Africa ne ha abbastanza di parole! 

 

 


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