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Cinquanta sfumature di Grigio

Dalla fantasia dell’autore all’arte del regista

di Luisa maria corvaglia

 

 

 

 

Ha sbancato le sale cinematografiche, nato dalla fantasia della scrittrice londinese EL James che nella trilogia di Fifty Shades ha analizzato il tema della perversione nelle sue varie sfumature attraverso la storia di amore di Ana Steele vergine senza esperienze e Cristian Grey giovane di successo. La tematica ha suscitato grande interesse soprattutto tra il pubblico femminile che sovrastava nettamente rispetto a quello maschile insieme alla curiosità dei teenager che, non avendo letto il libro o ricavandone da una superficiale lettura un significato nettamente sessuale, ne è rimasta delusa dalle scene poco dettagliate degli atti di perversione. Il messaggio del film, come della trilogia è stato vanificato da una mentalità ormai poco intellettuale e coinvolta soltanto dall’apparenza dei sentimenti e delle relazioni amorose.

Una generazione cresciuta nel mondo delle telenovele, che emula spesso quello che vede senza filtrare la finzione dalla realtà. Il mondo della perversione ha radici antiche, ricordiamo le orge Saffiche del mondo Greco, Lesbia la musa di Catullo, ma ascoltando i giudizi delle persone dopo la visione del film si confonde la perversione con la violenza, si legge tra le righe la frustrazione femminile che, in un mondo sicuramente violento, vede la sottomissione della donna all’uomo ovunque anche quando è volontaria come nel caso del film..e dei libri. La nozione di "perversione" d’altronde è tra le più complesse dell’intera psicopatologia Il termine si colloca tra ambiguità e deviazione della norma, tra malattia e e comportamenti disgiunti indice di degenerazione. La trasposizione letteraria in quella filmica rispetta il testo, naturalmente non si possono mettere in scena tutti i pensieri dei protagonisti poiché si lascerebbe poco spazio all’immaginazione. Negli altri due libri (Cinquanta sfumature di Nero e di Rosso) l’autrice si sofferma sulla evoluzione dei sentimenti amorosi, dove la perversione si trasforma quasi in atto amoroso, i fantasmi di Christian Grey si smaterializzano e perdono il loro potere onirico..

Troviamo un taglio diverso nella tessitura dei racconti, che vengono colorati di giallo, dall’eros travolgente all’avventura della grande finanza…

Si evince che il successo editoriale delle Cinquanta sfumature è diventato un caso clamoroso grazie al potere mediatico di Facebook e all’antico, ma ancora attuale passaparola delle donne…

Nessuno si salva da solo.

Di diverso taglio il film apparso ultimamente sulle scene cinematografiche, con discreto successo e che ha confermato lo stile di Margareth Mazzantini. Autrice di romanzi come Non ti Muovere e Venuto al mondo.

Con il marito e regista Castellitto ha saputo toccare con le sue storie l’autobiografia sentimentale delle ultime generazioni. Attraverso la tecnica del flash back alla Virginia Woolf ha analizzato la quotidianità di una relazione amorosa finita in un divorzio:la passione infuocata dei primi anni trasformata in incomprensione devastante.

Delia e Gaetano che si giurano amore eterno, occupati a risolvere i problemi giornalieri perdono di vista il nucleo fondante della loro storia e da qui partono i tradimenti e le relazioni effimere.. Una coppia comune, una storia come tante che si consuma urtando contro lo scoglio del quotidiano. Rilevante la presenza di una coppia di anziani, il cantante Vecchioni e una celebre attrice, che non fa da cornice, ma mette in risalto l’intensità e la maturità dei sentimenti ancora forti di due individui di vecchia generazione. Lui che respira di lei e viceversa, un uomo che sa di dover morire ma fino all’ultimo continua ad avere una grande passione verso la sua donna. Un palcoscenico di sentimenti contrastanti, di coppie a raffronto… Un modo diverso di vivere l’altro, accettandone i difetti e costruendo su di essi un equilibrio stabile. Anche in Non ti muovere altro successo editoriale e filmico la Mazzantini analizzava l’amore e il dramma del disamore, del tradimento che un padre raccontava alla figlia in coma e distesa su un letto di ospedale. Un monologo ricco di sofferenza e rimorsi di coscienza, un flusso di memoria durato un intera vita.

Dal libro: "Nessuno si salva da solo"

-Dillo

-Cosa?

-Dì che non mi ami più. Dillo adesso che siamo in pace…così me lo faccio scendere. ...

E la scena finale, degna di una pellicola degli anni 50: lei che dalla finestra guarda lui che si allontana…

Tipico della Mazzantini e di Castellitto lasciar correre la fantasia del lettore e spettatore…

 

 

 

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